| Rassegna Stampa |
| Finardi: «Basta con i cantautori e quest'Italia ignorante» Roma Intervistato dal portale di musica italiana PopOn, Eugenio Finardi, in corsa per la Targa Tenco nella sezione interpreti con il suo nuovo disco, 'Il cantante al microfono', prende le distanze dal cantautorato italiano. «Se qualcuno ama la musica d'autore - ha detto Finardi - non credo possa amare me. Io per esempio non la amo per niente, io sono nato come un anti-cantautore, un cantante rock che diceva pane al pane e vino al vino, senza tante fregnacce. Il cantautorato per me è un sottogenere e chi può sopportare certi cantautori non può apprezzare me. Io privilegio il discorso musicale ed è troppo evidente la mancanza di musica in tanta canzone d'autore, per cui chi ha la passione dei cantautori di solito non capisce niente di musica». Nell'intervista Finardi appare disilluso nei confronti dei riconoscimenti: «Se non mi hanno dato un premio fino a ora... Non credo di essere molto amato da quella cricca». Il riferimento è all'organizzazione del Premio Tenco e ai giornalisti votanti per le Targhe. Senza peli sulla lingua, poi, il cantante di «Musica ribelle» si abbandona a riflessioni sulla politica e sulla cultura italiana: «La Vezzali vince le Olimpiadi per la quarta volta, scende giù e cita un'intera frase di Eros Ramazzotti, quell'altro vince la medaglia d'argento e dice che aprirà un negozio d'estetista. Una volta citavano Dante, anche Bartali citava Quasimodo. Quando si arriva a questi livelli credo la colpa sia di chi ha lasciato spazio a tutta questa devastazione culturale. Siamo un popolo ignorante, senza quadri alle pareti». 9 settembre 2008 Il Gazzettino |


