Se qualcuno pensa che Mauro Ermanno Giovanardi sia stato la vera anima dei La Crus, dovrebbe ascoltare questo primo disco solista di Cesare Malfatti, scritto in collaborazione con Alessandro Cremonesi (la terza mente della band milanese), per potersi ricredere. Dopo lo scioglimento dei La Crus, Malfatti non è rimasto con le mani in mano, bensì ha partecipato a diversi progetti, tra i quali gli Amor Fou e i Sem’bro (con Stefano Ghittoni e Dodo Nkishi). Ora, forse un po’ a sorpresa, è uscito questo disco solista, che porta il suo nome
Il dinosauro si è svegliato. Forte e possente, sebbene invecchiato, poiché vent’anni in più non sono per niente pochi: è il tempo ideale per costruire una carriera o disfarla. Prima di tutto, infatti, Grande nazione, prova concreta dei Litfiba post-reiunion, è la testimonianza di uno scampato pericolo. Molte e disparate le pieghe che avrebbe potuto prendere e non ha preso. Le elenchiamo nell’ordine. Poteva attingere dal patrimonio recente di Pelù e Renzulli, fatto di album
Non stiamo a interrogarci sull’esistenza o meno di altre forme di vita, di posti lontani, immaginari o reali, stiamo constatando la presenza – tra di noi, magari più vicino di quanto pensiate – di alieni. Prendi Mina e i suoi lavori, focalizzando l’attenzione su quest’ultimo scorcio di produzione discografica (Facile del 2009 e Caramella del 2010), prendi Piccolino nello specifico. Al di là dell’assist che ci può fornire una copertina dalle forme marziane (che poi è forse l’aspetto meno riuscito
Quando vinci una targa Tenco e ti ritagli un bel posticino tra i nomi che ricorrono sempre quando si parla di musica d’autore in Italia, quella migliore, quella che scavalcherà la linea del tempo, magari ti potrebbe venir voglia di fermarti in quel posticino, di guardarti intorno soddisfatto, fermarti e smettere di camminare.
Ecco, Gianmaria Testa con questo Vitamia ha lasciato quel posticino e, semmai si fosse fermato anche solo per un attimo a osservare, si è rimesso in cammino. I
L’amore è una cosa semplice è il titolo del nuovo lavoro in studio di Tiziano Ferro, il quinto per gli almanacchi, ma anche un’affermazione che nella suo essere diretta e senza indugi nasconde una complessità di ragionamenti e significati difficilmente districabili. L’amore è materia multiforme, soggetta a variazioni e definibile in più modi, a seconda dell’inquadratura e del regista che ne vuole descrivere le peculiarità. Il cantautore di Latina prova a esprimere la propria versione sull’argomento
I 99 Posse sono rinati, evviva i 99 Posse. Lo gridavamo sinceri il giorno in cui sono tornati su un palco e lo facciamo tuttora. Anche se questo Cattivi guaglioni (Novenove / Artist First) non è tutto oro, nonostante luccichi. E anche se lo sguardo fisso su di un presente troppo presente (si parla di Primavera araba, di Tav in Val di Susa e di San Precario) non ha lasciato tempo a una ricerca musicale più propositiva e matura. I Novenove, insomma, sono in upload e “cercano tiempo”.
Mi trascino questa recensione da un po', da ottobre precisamente, cioè da quando Sartoria italiana fuori catalogo di Pilar è stato messo in commercio. E la trascino perché questa volta sto facendo un po' di fatica a cogliere il confine tra la stima per l'artista e l'entusiasmo per questo suo secondo disco. Non lo vedo questo confine, allora ho deciso che non c'è. E non c'è perché ho imparato a stimare Pilar grazie alla sua musica (il suo primo disco Femminile singolare mi stregò) e al suo essere
ll progetto Rezophonic, collettivo di musicisti creato da Mario Riso, ha vari meriti: innanzitutto quello più “nobile”, che è anche il motivo per cui è sorto cinque anni fa: rendere disponibile l'acqua nei paesi africani in cui scarseggia; finora, coi i ricavi del precedente disco e le altre iniziative di raccolta fondi è già riuscito a creare 120 pozzi, tre cisterne e tre scuole. Nello stesso tempo sensibilizza l'opinione pubblica “occidentale” sul tema della scarsità delle risorse idriche, produce musica
E’ rocker, di quelli con i capelli lunghi; e l’aria da “maledetto” ce l’ha sempre avuta. Fin da quando sul palco del Festivalbar, costretto a cantare in playback, allontanava il microfono e con le mani in tasca guardava sfrontato la telecamera.
Gianluca Grignani anche adesso, a quarant’anni e con tre figli, continua a sembrare fortunatamente quel ragazzo lì. Non ne ha perso l’aria, l’atteggiamento, la voce, lo sguardo. Questo Natura umana è il suo nono album.
Bisogna dirlo subito,
Parlare del corpo delle donne di questi tempi è impresa ben ardua. Basti solo digitare sul motore di ricerca il titolo di quest'opera (Anatomia Femminile, Nda Press) per materializzare quintali di quelle immagini goderecce e lussuriose a cui lo spettacolo televisivo, sociale e politico ci ha ormai assuefatti. Ma il corpo delle donne non era stata una conquista? Lo era, certo, finché il troppo non ha stroppiato. Finché le immagini di seni, gambe, natiche e bocche lascive non sono arrivate a
Giorni fa parlavo con uno che ha scritto alcune delle canzoni di maggior successo degli ultimi quarant'anni. Un grande autore. Incuriosito gli ho chiesto come e quando, dopo aver scritto un brano, o magari proprio duranta la scrittura, capisse che una determinata canzone era adatta a uno determinato interprete, a quello e quello soltanto. Cinico che sono, conoscevo già la risposta, ma mi piaceva, per una volta, credere alle favole. Il tipo, di cui non faccio il nome per non distrarvi, mi
In origine, al tempo del Papa Re, le strade e le statue di Roma venivano omaggiate da Pasquino con le sue rime, con le sue invettive. Oggi, nell'epoca del Pastore tedesco (per dirla alla Manifesto maniera), quelle stesse strade sono attraversate da Alessandro Mannarino con le sue canzoni, le sue strofe. Finalista nel 2009 al Premio Tenco e al Premio Gaber con il disco d'esordio Bar della rabbia,la scorsa primavera Mannarino ha replicato l'esperienza discografica con un secondo
Bobo Rondelli è un cantautore sottovalutato. O almeno questa è l’idea di quelli che una valutazione del livornese ce l’hanno, e la loro non è certo una stima da poco, anzi. Questo perché sono venti anni che Rondelli crea musica di spessore, puntellando le sue canzoni con testi che oscillano tra letteratura e poesia, spesso avvolti da melodie in chiaroscuro, poco inclini alla facile fruibilità, tese come lance verso un pensiero sempre elevato e dal peso specifico non indifferente.
Il mondo visto attraverso gli occhi di Bugo ha una luce tutta particolare: quella di chi ha trovato un rimedio alla miopia e finalmente vede le cose per quelle che sono. L’ordinario al di là dell’ordinario: quell’ “essenziale invisibile agli occhi” che a un certo punto della vita semplicemente si disvela. In Nuovi rimedi per la miopia, l'ultimo nato di casa Bugo, c’è questo e di più. In lavorazione già dal 2009 e anticipato dal singolo I miei occhi vedono, questo è un disco della maturità personale e
Lanciamo un appello politico: dopo l’uscita di Io tra di noi, l’allegro-malinconico Giuseppe Peveri (per brevità chiamato Dente) potrebbe a buon diritto candidarsi a portavoce della Leva cantautorale degli anni Zero. Lo diciamo, ma in realtà non lo vorremmo. Poiché, nonostante l’Italia, sarebbe ormai tempo di fornire a lui e ai suoi (nostri) coetanei un presente finalmente più qualificato. Siamo ancora disposti a parlare di esordienti da tenere d’occhio, e se si, fino a quando?
L'ascolto di Senza titolo, il nuovo album di inediti di Luca Carboni può far sperimentare una specie di déjà-vu, non solo per le atmosfere sonore, legate per lo più all'uso della programmazione negli arrangiamenti (molto in voga nel periodo di maggior fecondità e successo del cantautore bolognese) e non solo per il ritorno di quel “doler cantando” con cui ha caratterizzato la sua interpretazione, ma soprattutto per il linguaggio semplice, poco costruito con cui aveva fatto breccia nel cuore dei
La prima cosa che abbiamo pensato ascoltando Diamanti e caramelle, il nuovo disco degli Stadio, è che si potrebbe definire a tutti gli effetti un album dei ricordi. Pubblicato a trent’anni di distanza da Grande figlio di puttana (quel primo singolo ufficiale scritto da Lucio Dalla e dedicato a Ricky Portera, all’epoca chitarrista della band), questo nuovo lavoro segna dunque una tappa importante nella brillante carriera della storica band emiliana. Band che dimostra così di avere ancora voglia di
Waterloo è il terzo album di Fabrizio Coppola che ribadisce, in undici brani godibili e che si lasciano ascoltare in scioltezza, la sua buona stoffa cantautorale. Canzoni che evidenziano tematiche importanti, capaci di spaziare dalle problematiche sociali – espresse attraverso una narrazione precisa e piena di riferimenti a un’attualità incalzante – alla propria visione dei sentimenti e dei rapporti personali. Coppola prende spunto dalla quotidianità della sua Milano, da sempre sfondo ideale del
Questa è una recensione. La direttrice, quando mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto scriverla, ci ha tenuto a sottolineare che avrei dovuto scrivere una recensione del cd, non uno dei miei soliti sproloqui. Quindi questa è e rimane una recensione, almeno nelle intenzioni. Del resto è uscito il nuovo album di Ivano Fossati, uno degli autori italiani più imporanti di sempre, è normale che PopOn gli dedichi una recensione. Ma questa non può essere una recensione normale, a prescindere dal fatto che
Dopo aver vinto lo scorso anno il concorso Musicultura con il brano Addio, le Iotatòla hanno pubblicato il primo disco Divento viola, con la produzione artistica di Maurizio Filardo e Giuseppe Mangiaracina. Il nome scelto dal duo suonerà di certo familiare a chi si ritrova in casa una bambina piccola. Io ta tòla è, infatti, il grido di battaglia delle femminucce che vogliono fare qualcosa a tutti i costi senza l'aiuto di nessuno. L'indipendenza femminile già dai primi passi.
E con questo duo, Serena Ganci e Simona Norato, hanno dimostrato che