| Non solo live |
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| Scritto da Massimo Giuliano | |
| Lunedì 23 Febbraio 2009 00:00 | |
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Momy Records/Universal Ascoltando Non solo live, qualche maligno potrebbe chiedersi se questo non sia l’ennesimo tentativo di Umberto Tozzi di rilanciarsi sul mercato discografico. La realtà, a nostro parere, è un’altra: l’artista torinese, come ha avuto modo anche di spiegare in una recente intervista a PopOn, si è già tolto le sue soddisfazioni in hit parade, e oggi cerca una strada diversa, che sia in grado di dargli ancora stimoli, regalando di conseguenza nuove emozioni al proprio pubblico. Un progetto (assolutamente riuscito) come quello di Non solo live sembra svilupparsi proprio in questo senso: due cd, il primo con sette inediti che disegnano la strada intrapresa oggi da Tozzi, e il secondo con venti dei suoi più grandi successi, rigorosamente dal vivo, a testimoniare che quello di Umberto è uno dei repertori italiani più ricchi e più conosciuti. Partiamo dal disco per così dire celebrativo, che non disdegna arrangiamenti pop-rock raffinati in puro Tozzi style: qui si passano in rassegna gemme come Ti amo, Tu, Io camminerò, Si può dare di più, Gente di mare, Gli altri siamo noi e – naturalmente – Gloria. Il canzoniere che Umberto percorre a ritroso si ferma al 1994, dal quale riemergono Io muoio di te e Lei. Non è un caso, visto che quell’anno rappresenta un vero e proprio spartiacque tra il prima e il dopo: Tozzi, infatti, difficilmente si arrabbierà se diciamo che in questi ultimi quindici anni il suo successo ha subito una flessione, nonostante il cantautore abbia sempre continuato a regalarci brani di ottima fattura. E dunque, per scoprire chi sia Umberto Tozzi nel 2009, bisogna mettere nel lettore il primo cd: Anche se tu non vuoi, singolo scelto per lanciare questo album, è allegro e vivace, e tutto sommato non si discosta troppo da uno stile che siamo abituati a sentire. Ma già la traccia successiva, Cerco ancora te, lavora su una maggiore intensità, complice anche un pianoforte delicato e romantico che poi cede il passo a un’esplosione di chitarra, basso e batteria, con cui il pathos del pezzo viene enfatizzato. Con Forse credo in Dio ci si sposta sul terreno di una ballad che affronta serenamente la questione della religiosità e del rapporto uomo-Dio. Desta interesse Muchacha, latineggiante quanto basta per nascondere un approccio ironico dove Umberto si “consola di hot dog”: un divertissement che stupisce e piace in una scaletta che dà a tratti l’impressione di voler sperimentare. E in quella direzione vanno l’orientaleggiante Oriental song e le cover in italiano di Lullabye goodnight my angel di Billy Joel e Petite Marie (Stella d’amore) di Francis Cabrel: entrambe gradevoli nella rilettura qui proposta. In finale, come ghost track, c’è una gradita sorpresa: Un corpo un’anima, scritta da Tozzi nel 1974 per Wess e Dori Ghezzi, ma mai incisa dal proprio autore in un suo disco. Prossimo appuntamento con Tozzi sarà un libro, di prossima uscita, in cui il cantante racconterà trent’anni di carriera (e di musica) vissuti in prima persona. Ma quella, forse, è un’altra musica. Tracklist: Disco 1: * Anche se tu non vuoi * Cerco ancora te * Forse credo in Dio * Muchacha * Lullabye goodnight my angel * Petite Marie (Stella d'amore) * Oriental song Disc 2: * Alleluia se * Notte rosa * Ti amo * Roma nord * Gli innamorati * Dimmi di no * Mamma Maremma * Donna amante mia * Perdendo Anna * Lei * A cosa servono le mani * Io camminerò * Si può dare di più * Immensamente * Gli altri siamo noi * Gente di mare * Io muoio di te * Stella stai * Tu * Gloria PopOn consiglia l'ascolto di Cerco ancora te! Vai alla pagina di Umberto Tozzi Vai alle altre Recensioni |











