La ruota
Scritto da Paola De Simone
Venerdì 26 Febbraio 2010 19:51
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Enrico Ruggeri su Popon
Universal

Che distanza c’è tra coerenza e ripetitività? Enrico Ruggeri con il suo nuovo disco La ruota ci ha involontariamente messo davanti a questo dilemma. Una risposta potrebbe esserci, ma mettiamo in conto anche la possibilità di essere poi smentiti da chi non condivide la nostra sintesi. Tra coerenza e ripetitività il confine è labile, e in questo caso cerchiamo la nostra sponda tra un già sentito (Il mio onore) e un altro (L’ordine naturale), e tra temi che storicamente ritornano nella discografia di Ruggeri (donne e rock in primis). In questo vagare non è un dettaglio che nelle dodici tracce si facciano strada anche insolite scelte sonore, sempre, però, in linea con uno stile ormai riconoscibile. Gli archi, spesso pronunciati, rafforzano le chitarre, creando flussi sonori di forte trasporto. Ma, checché lui ne dica, non è proprio una novità nei suoi dischi, gli archi erano presenti anche in alcuni episodi di Rock show, sempre abilmente arrangiati e diretti da Andrea Mirò; lo stesso dicasi di Amore e guerra. Ma poi ci diciamo che non serve affatto la novità per gioire di un nuovo lavoro di Ruggeri, va bene anche sentirlo inneggiare ancora una volta al rock (non perde mai occasione per ricordarci le sue radici, lui che è stato punk prima di tanti); va bene sentirlo narrare nuove storie, che si aggiungono alle tante già cantate; va bene non stupirsi dei testi, sempre modellati a un linguaggio che conosciamo ormai bene; va bene anche sentirgli cantare ancora una volta le donne (abituate protagoniste di innumerevoli suoi capitoli musicali), come va senz'altro bene riconoscere un certo marchio di fabbrica nella scelta della chitarra elettrica sempre a favore di telecamera. E se va bene tutto, è perché Enrico Ruggeri non ha niente da dover dimostrare ancora, la sua carriera ci ha regalato tali perle che qualsiasi nuovo lavoro lo si ascolta con un pregiudizio positivo e di parte. Ed è per questo che La ruota è per noi l’ennesimo esempio di coerenza artistica di uno dei cantautori più veri del mondo musicale nostrano. Ma questa ‘sentenza’ non è la chiosa della nostra recensione, dobbiamo aggiungere che due pezzi tra tutti si distinguono e ci convincono. Il primo è L’attore, scritto a quattro mani con Andrea Mirò: a parlare è chi vive recitando ruoli su ruoli, tanto da perdere di vista la propria realtà, la melodia orecchiabile incarta perfettamente il disagio narrato (a nostro avviso sarebbe stata un’ottima scelta per la partecipazione al Festival di Sanremo). La seconda è La mia religione, una lucida descrizione del proprio rapporto di fede nei confronti della vita, apprezzabile per la sua schiettezza. E adesso sì che chiosiamo, con un cenno di assenso.

Scritta da Paola De Simone


Tracklist:

* La ruota
* La notte delle fate
* Vivi
* L'attore
* Il mio onore
* La ragazza del treno
* Io conosco il rock'n'roll
* Padri e figli
* La mia religione
* L'ordine naturale
* Old girlfriends
* Vorrei

Popon consiglia l'ascolto di L'attore e La mia religione!

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