Il primo lunedì del mondo
Scritto da Nicola Cirillo
Mercoledì 02 Giugno 2010 00:00
Stampa E-mail
Virginiana Miller su Popon
Zahr Records/Edel

Il vincolo della dimensione indie fa bene ai Virginiana Miller: è vero che infrangere il confine del piccolo e del locale, della promozione millesimata potrebbe fornire loro maggiori risorse da investire e una nuova vena creativa, ma il nuovo cd, Il primo lunedì del mondo, dimostra che non ne hanno bisogno più di tanto. La band livornese, infatti, riesce a coniugare una sincerità compositiva - di per sé poetica – con la grande capacità di sperimentare sonorità sempre più ricche e avvolgenti. L'atmosfera del loro nuovo lavoro, infatti, deriva da questa duplice connotazione: da una parte lo spirito blues del club, l'esplorazione dei sentimenti quotidiani e del disagio sociale (possibile solo se le distanze tra musicisti e ascoltatori sono ridotte al minimo, come spesso avviene nell’ambito indipendente), dall'altro una grande esperienza e professionalità che, coadiuvata da collaborazioni artistiche importanti, produce sonorità raffinate e originali. Il primo lunedì del mondo è un disco “cinematografico”, non solo per le connessioni più o meno esplicite che vi si possono leggere, ma soprattutto perché racconta la nostra umanità con sequenze fotografiche nitide, in cui oggetti e azioni vengono registrate come testimonianza di un’unica narrazione. Come il giovane filmaker protagonista di “American beauty” che riprende la busta di nylon trasportata dal vento o il sangue che scorre dal tavolo della cucina, e vi vede la bellezza del mondo. Davanti ai nostri occhi scorrono immagini di una società intrisa di solitudine. In Lunedì c'è una porta chiusa, una separazione e una nuova vita che stenta a svilupparsi; Acque sicure è la storia della ricerca spasmodica del divertimento, per dimenticare di “essere resti di un naufragio”; una tastiera “acida”, sul finale, riprende il leit-motiv trasformandolo in un vortice di alienazione: potrebbe diventare un tormentone estivo, tanto è orecchiabile, ma il messaggio che veicola è così anti-commerciale che si presenta quasi come una sfida al mercato dell’entertainment. L'angelo necessario è la rinuncia di ogni dignità pur di ricevere un abbaglio d'amore. Le ragazze del “satanico” nordest giocano con i social network, anzi ci vivono dentro e non si accorgono che le loro pagine Myspace e Facebook scavano trincee in una guerra col resto della società, che diventa “inferno”, nel bel brano L'inferno sono gli altri: “Hai 2500 amici – canta Simone Lenzi - ma nessuno è lì con te a prendere un caffè”. Solitudini che si ritrovano anche davanti alle slot machine dei bar, in sigarette succhiate, e in altre dipendenze da manie in quel piccolo capolavoro che è Oggetto piccolo (a). I Virginiana Miller sono più pop, diretti, efficaci e musicalmente godibili, ma preservano una vena rock europea (evidente nel brano Il presidente) e soprattutto il gusto della provocazione. Il buonismo televisivo, che costruisce castelli di ipocrisia viene criticato con ironia: “Tornando a casa stasera troverete i bambini, dategli quella carezza del papa, ma anche un calcio nel culo va bene, anche quello ogni tanto a volte fa bene, come segno di amore sicuro, di contatto e calore animale, senza tante parole” (La carezza del Papa). E anche un po' di voglia di divertirsi, ma giusto una goccia, affidata incautamente al primo brano, Frequent Flyer, pensieri (in inglese) di un pendolare tra i cieli, che immagina di parlare con l'hostess, in un viaggio che forse è solo metafora.

Scritta da Nicola Cirillo


Tracklist:

* Frequent Flyer
* Lunedì
* Acque sicure)
* La risposta
* L'angelo necessario
* L'inferno sono gli altri
* Oggetto piccolo (a)
* Cruciverba
* Il Presidente
* La carezza del Papa
* E' la pioggia che va

Popon consiglia l'ascolto di Oggetto piccolo (a)!

Vai alla pagina dei Virginiana Miller
Vai alle altre Recensioni

Condividi
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna