Dissolution
Scritto da Giulia Zichella
Lunedì 30 Agosto 2010 00:00
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Paolo Benvegnù su Popon
La pioggia di dischi

Lo scorso dicembre, Circolo degli Artisti, Roma. Sul palco quell’innovativo e splendido cantautore che è Paolo Benvegnù, con lui la sua band, una sezione di fiati in aggiunta per l’occasione e alcuni ospiti tra cui Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo, al secolo Afterhours. L’ultima data di un tour non passa quasi mai inosservata e spesso oltre a segnare il punto conclusivo di un percorso, segna un nuovo inizio. Tutto questo e molto di più è finito in Dissolution, il disco che documenta quella serata. Benvegnù, per fare un breve resoconto di cosa lo ha portato ad essere quello che è oggi, parte con gli Scisma, ne è il fondatore e chitarrista, gruppo indie-rock che ha fatto della sperimentazione non solo una bella parola da usare nelle interviste ma l’anima intorno alla quale tutto ruotava. Poi gli Scisma si sciolgono, o meglio, senza annunci ufficiali spariscono lentamente. Nel 2004 Benvegnù pubblica così il suo primo album da solista Piccoli fragilissimi film e sei anni dopo, nell’odierno 2010, Mina prende in prestito proprio un brano di quel disco (Io e te) e lo inserisce nel suo Caramella, gran bella soddisfazione crediamo. Poi dopo qualche Ep, pubblica un nuovo album, Le labbra, nel 2008. Tutto questo, la sperimentazione degli Scisma, l’eleganza e l’intimità dell’album del 2004, la profondità di significati dell’album successivo e la innata teatralità di Benvegnù, è raccolto in queste sedici tracce dal vivo. E se non vi dovesse essere sufficiente aggiungete una voce ammaliante e nata per la narrazione, il pathos delle sue interpretazioni, una capacità di scrittura immaginifica e per molti inarrivabile ed un urgenza espressiva che si respira dal primo all’ultimo brano e che trasforma l’atmosfera intorno, la riempie e la rimodella. Apre Io e il mio amore in una nuova veste rispetto a quella contenuta ne Il paese è reale, esperimento ben riuscito di qualche anno fa degli amici Afterhours, e chiude con un omaggio a quel signore della musica internazionale che è Leonard Cohen (Who by fire). Basterebbero questi due brani, ad apertura e chiusura, per immaginare cosa possa esserci nel mezzo: il fascino di parole e suoni, di una scrittura emotiva ed emozionale, che prende lo stomaco e annebbia i pensieri; il tutto con quel mordente e quell’elettricità tipica della performance live. Un romanzo musicale di formazione come lo ha definito lo stesso autore, un Bildungsroman, che nel termine tedesco di romanzo di “costruzione” restituisce ancora di più il senso ultimo di questo splendido lavoro.

Scritta da Giulia Zichella


Tracklist:

* Io e il mio amore
* La schiena
* La distanza
* La peste
* Il nemico
* Il sentimento delle cose
* Quando passa lei
* Suggestionabili
* Jetson High Speed
* E' stupido
* In dissolvenza
* Rosemary Plexiglas
* Troppo poco intelligente
* Cerchi nell'acqua
* Catherine
* Who by fire

Popon consiglia l'ascolto di Quando passa lei e Suggestionabili!

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