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Carosello Records
Niccolò Agliardi è un bravo autore, sa usare bene le parole, scrive belle canzoni per i colleghi e bla bla bla, tanti complimenti all’artista in erba che si farà e che promette bene. E’ evidente che qualcosa sfugge anche alle orecchie più attente, ma non a quelle più sensibili, che colgono i tratti di un artista vero, che di musica vive, respira e ne paga il prezzo. Canta bene e scrive meglio Agliardi, ma questo non può e non deve stupire, anzi da lui è ormai il meno che ci si deve aspettare, e se lo si stima, gli si deve chiedere più di un buon testo e di un canto intonato. Di incitatori, però, non ha bisogno, perché a spronarsi ad andare oltre ci pensa da sé, e Non vale tutto è il sunto di questo impegno su se stesso. Rumore di fondo apre le danze, l’avete ascoltata? Ci siete entrati dentro? Allora dietro la canzone avrete scorto l’uomo (“sono un figlio, sono / Un fratello e un amico buono”) e il peso dei suoi ricordi (“Era la mia festa, era la mia faccia questa/ e non un tiro a segno”) incontrati faticosamente in un evidente percorso catartico. E Più musica e meno testo, cantata in duetto con Elisa, l’avete sentita? Avete avuto modo di percepirne il messaggio di (sotto)fondo? Parole, domande, risposte, errori, perdono, pudore perso, verità, mutismo, musica e testo. Ogni canzone di Niccolò Agliardi è una pagina di vita, un fragore che ha il suo epicentro tra lo stomaco e il cuore. E’ di questa emotività che la canzone italiana ha bisogno, perché incasellare bene le parole per sé e per gli altri è un talento che si può condividere, ma il vivere quello che si offre è il vero dono di pochi. Non tutti i brani di questo disco, però, ci raccontano una grazia ricevuta, alcuni stonano tra gli altri: Ai piedi dell’arcobaleno su tutti, che davvero impallidisce davanti alle capofila L’ultimo giorno d’inverno, Qualcosa vicino all’amore (in duetto con Patrizia Laquidara), Quattro quarti, Più musica e meno testo e Rumore di fondo. Un discorso a parte andrebbe fatto per Mi manca da vicino, che Niccolò inserisce in questo disco come a darle una seconda possibilità, visto che nasce con il suo primo album (1009 giorni, 2005) e arriva ad oggi in veste rinnovata, più elegante e asciutta, sempre e comunque spudoratamente bella. Le scelte musicali cominciano a farsi presenti, la sensazione è che Agliardi abbia smesso di concentrarsi sui suoi limiti per scommettere sulle sue capacità, scegliendo strade meno facili e soprattutto scostandosi dal pop più comune e, qua e là, dal quel mondo minimale di cui è pregno il cantautorato. Tromba, viola e ukulele qualcosa raccontano, e raccontano che l’artista Niccolò Agliardi è in cammino, canzone dopo canzone, avanti, facendo chiarezza nella propria vita e nella propria musica, senza scinderle mai. E così facendo viene da pensare che assisteremo un giorno a qualcosa di grande, perché se questo album rende onore al suo talento, il prossimo potrebbe esaltarlo. Scritta da Paola De Simone Tracklist: * Rumore di fondo * Mi manca da vicino * Ai piedi dell'arcobaleno * Qualcosa vicino all'amore * Non vale tutto * Quattro quarti * Buoni propositi * Più musica e meno testo * Resto * L'ultimo giorno d'inverno * Perfetti Popon consiglia l'ascolto di Qualcosa vicino all'amore, Quattro quarti e L'ultimo giorno d'inverno! Vai alla pagina di Niccolò Agliardi Vai alle altre Recensioni |
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Scritto da Paola De Simone
Lunedì 25 Aprile 2011 00:00
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