Compagnia cantante
Scritto da Paolo Talanca
Lunedì 15 Settembre 2008 08:00
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Alessio Lega su Popon
Stampa Alternativa

Pura, esemplare e bella canzone d’autore. Potrebbero bastare queste parole per recensire l’album Compagnia Cantante, nuovo cd di Alessio Lega, uscito di recente assieme al libro "Canta che non ti passa", edito da Stampa Alternativa. Cantautore di trentasei anni, di Lecce ma trapiantato da tempo a Milano, Lega compie un viaggio appassionato e competente nella canzone d’autore mondiale, rivisitando testi e arrangiamenti di autori conosciuti come Brassens, Ferré, Gainsbourg, Vysotskij e altri meno famosi da noi, come il cantautore russo Okudžava o Nohavica, il più conosciuto cantautore della Repubblica Ceca, e molti ancora. Da questo quadro generale vengono fuori diciassette canzoni, arrangiate dal contrabbassista Roberto Bartoli e suonate assieme a Rocco Marchi, Isa e Simeone Pozzini. Quando si recensisce il disco di un interprete, non si dovrebbe parlare di tematiche, perché generalmente la scelta da parte dell'esecutore ricade piuttosto su criteri esecutivi, dunque i pezzi che meglio si adattano alle proprie corde. Al recensore è consentito dire se il disco “suona” bene o male. Questo accade di solito. Ma Alessio Lega non è qualcosa “di solito” e l’esclusività autoriale viene fuori da ogni operazione da lui compiuta. Compagnia cantante è una raccolta di canzoni dove troviamo Lega immerso in diverse cose che gli appartengono: nella scelta delle tematiche anarchiche, come nel brano I bravi coglioni di Brassens; antimilitariste, come in Le fosse comuni di Vysotskij, o sentimentali, come in Amore da Kryl. In questo disco c’è Lega nella sua natura di fruitore di canzone d’autore, derivante da un’impostazione preparata e mai superficiale; c’è Lega nella sapienza traduttiva di conservare il messaggio emozionale dei brani originali, inappuntabile. E poi c’è la musica, l’arrangiamento di Bartoli, l’impressione, magari sommamente sbagliata, che non ci sia musicista più adatto a tradurre una canzone d’autore rispetto a un contrabbassista. Ci si chiede infatti: chi potrebbe esaltare i tempi forti e le parole importanti meglio di chi ci suona su da sempre? Perciò il disco è essenziale e terribilmente completo. È importante dire che le canzoni, tramite pubblicazione con licenza Creative Commons, sono liberamente scaricabili dal sito www.bielle.org. Il disco, come detto, è “autorialmente” allegato – battuta finissima – a un libro per il quale due maestri della critica e del giornalismo hanno avuto parole importanti. Ha ottime parole Enrico de Angelis nella prefazione e ancora più entusiaste Gianni Mura: «Se in una trasmissione tv che non esiste mi chiedessero di definire questo libro di Alessio in pochissime parole, direi che è un libro d’amore». Tutto vero e tutto meritato. Un prodotto prezioso. Solo una domanda: come mai il titolo del libro è così brutto?
Scritta da Paolo Talanca




Tracklist:

* I bravi coglioni
* Aprile ’74
* Nudo
* I tessitori
* Finisterre
* Ridi
* La piccola curda
* Denti bianchi e pelle scura
* L’annegata
* Tre sorelle
* Luglio ’36
* Dichiarazione
* Amore
* Le fosse comuni
* Le anime incensurate
* Cometa
* Richard


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