Velut Luna
Non ce n’è altri nel panorama musicale italiano, Il cantante al microfono è un disco unico nel suo genere. E già questo potrebbe bastare a farne un album imprescindibile. Sarà che a realizzarlo si sono impegnati in tanti, ognuno altamente competente nel suo ruolo: Eugenio Finardi, convincente interprete; Sentieri Selvaggi, coinvolgente e preparato ensamble; Carlo Boccadoro, evidentemente ottimo direttore; Sergio Secondiano Sacchi, rispettoso traduttore; Filippo Del Corno, raffinato orchestratore dei brani. Prova evidente che quando gli ingredienti sono di qualità e mescolati nelle giuste misure, il piatto non può che essere prelibato. E ora l’antefatto: i Sentieri Selvaggi lavorano a un progetto sul dissenso, inevitabile l’incontro con Vladimir Vysotsky, ufficialmente un grande attore, in realtà un poeta e un contestatore di regime, amato dalla gente comune che, a differenza dell’autorità sovietica, non lo censura e gli offre un posto nella storia. La collaborazione tra Finardi e i Sentieri Selvaggi garantisce al progetto una voce adatta e un interprete credibile, ma probabilmente neanche loro immaginavano fino a che punto il cantante di Extraterrestre si sarebbe fatto coinvolgere. Nella recente intervista che ha rilasciato a PopOn, lo stesso Finardi ha confessato di sentirsi quasi posseduto da Vysotsky e ad ascoltarlo cantare ci si crede. Sua l’idea del disco: serviva una testimonianza di un progetto così insolito e probabilmente irripetibile. Quanto si sia salvato dell’apporto del poeta russo è difficile da quantificare, le registrazioni originali erano fortunose e perlopiù strimpellate da una chitarrina senza pretese. L’apparato musicale, dunque, al di là della linea melodica, ha una forte componente di originalità, cosa che non si può certo dire dei testi, fedelmente riprodotti da Sacchi. Lo stesso Finardi ci svelò un minuzioso lavoro mirato ad assecondare persino la metrica originale. Sono testi non scontanti, né tantomeno usuali, almeno in Italia, sia per l’utilizzo di parole poco comuni al mondo canzone sia per l’assenza dei ritornelli cui siamo così fortemente abituati. Quello che più colpisce di tutto questo progetto, però, è l’armoniosa fusione tra poesia cantautorale e musica classica contemporanea, difficile da immaginare se non in un contesto comunque squilibrato, ma la realtà dei fatti dice altro. Dice che i due linguaggi si comprendono vicendevolmente e si supportano in un equilibrio che crea inevitabile stupore. Il cantante al microfono non è solo un bel disco, ma con le dovute riflessioni di chi ha il potere e la capacità di regalarci la musica di domani, potrebbe rivelarsi un perfetto antesignano di una nuova corrente musicale. Noi, almeno, lo auspichiamo. Scritta da Paola De Simone Tracklist: * L'orizzonte * Dal fronte non è più tornato * Ginnastica * Il volo interrotto * La caccia ai lupi * Il canto della terra * Il cantante al microfono * Cavalli bradi * Il pugile sentimentale * Il bagno alla bianca * Variazioni su temi tzigani PopOn consiglia l'ascolto de Il cantante al microfono! Vai alla pagina di Eugenio Finardi Vai alle altre Recensioni |
|
Scritto da Paola De Simone
Lunedì 22 Settembre 2008 08:00
|


