Metamorfosi
Scritto da Massimo Giuliano
Lunedì 03 Novembre 2008 00:00
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Raf su Popon
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Dal 1996, anno in cui scrisse Un grande salto, Raf ha iniziato una nuova fase della sua carriera, più indipendente e volta a disegnare un percorso più personale. Ha provato coraggiosamente a incontrare il rock con La prova, nel 1998, e ha ritrovato il grande successo con Iperbole nel 2001 (l’album, per intenderci, che conteneva le hit Infinito e Via). Sono seguiti due album interessanti come Ouch e Passeggeri distratti, e ora Raf è approdato al suo nuovo lavoro: Metamorfosi. Un disco che mette subito le cose in chiaro: la scaletta si apre, infatti, con un singolo assolutamente radiofonico come Ossigeno, che ha nel malinconico pianoforte introduttivo il suo indiscusso punto di forza. Il resto lo fa un testo poetico, che mette la lei di turno al centro dell’attenzione (“Sei nel cuore oro, luce e ossigeno”) e che suona tipicamente alla Raf nell’esplosione del ritornello. Con la seconda traccia, Ballo, si continua a percorrere una strada già conosciuta, ritrovando un tratto ormai classico dell’autore: quello che rappa e che quindi, da un punto di vista stilistico, segue il percorso iniziato nel 1993 con Il battito animale. Anche in questo caso, il ritmo è il comun denominatore di ciò che si canta, e si incastra bene su una base incalzante. A tale proposito, bisogna rilevare che Metamorfosi ci mostra un artista più maturo nella costruzione delle canzoni, soprattutto a livello lirico. In passato, infatti, non sempre la metrica delle parole utilizzate da Raf sembrava innestarsi al meglio sulle musiche, dando talvolta la sensazione di trovarsi quasi di fronte a un’incompiuta (un esempio può essere dato da Superstiti, nel cd Ouch). Ora l’impressione generale è di un maggiore amalgama tra le due componenti dei brani. Forse Raf non aveva ancora finito di tracciare una propria strada che fosse realmente in grado di staccarsi da quella di grandi parolieri con cui aveva lavorato in passato, quali Beppe Dati e Giancarlo Bigazzi. Sta di fatto che adesso la quadratura del cerchio è stata trovata con maggiore determinazione. Dolcezza e romanticismo campeggiano in Metamorfosi (scritta insieme alla moglie Gabriella Labate), Non è mai un errore e Giù le mani dal cuore. Un po’ più movimentate sono Nel tuo ritorno, Il mondo coi tuoi occhi e L’era del gigante, dove Raf continua a raccontare storie d’amore e di vita vissuta, in cui tutti possono facilmente rivedersi. Bello l’inciso di Lacrime e fragole (scritta con Pacifico), con la sua voce che si eleva sottile prima di introdurre un incedere leggermente rockeggiante che, complice un accattivante riff di chitarra, conferisce al pezzo ancora più dinamica e pathos. In definitiva, con Metamorfosi Raf conferma non solo di essere un artista pop che spesso è stato ingiustamente snobbato dalla critica, ma anche un musicista bravo e di qualità, cosa di non poco conto nel panorama italiano attuale. Molto più vicino di un tempo alle sonorità acustiche rispetto a quelle elettroniche, Raffaele Riefoli da Margherita Di Savoia prosegue nel suo lavoro di ricerca della buona melodia come fa un onesto e appassionato artigiano. Ce ne fosse di più, di gente così.

Scritta da Massimo Giuliano


Tracklist:

* Ossigeno
* Ballo
* Metamorfosi
* Giù le mani dal cuore
* Nel tuo ritorno
* Lacrime e fragole
* Non è mai un errore
* L'era del gigante
* Il mondo coi tuoi occhi


PopOn consiglia l’ascolto di Lacrime e fragole!


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