Storie
Scritto da Paola De Simone
Lunedì 02 Febbraio 2009 00:00
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Gino Paoli su Popon
SonyBMG

Finché canti d’amore è anche più facile essere delicati e cantare con voce pacata e morbido andamento, ma quando usi lo stesso metro per raccontare di violenza, morte e ingombrante civiltà senza risultare inappropriato, allora devi proprio essere bravo. E non è certo allo stupore che miriamo con questa affermazione, perché che Gino Paoli sia un artista capace è stato ampiamente dimostrato nei suoi cinquant’anni di carriera, ma questo disco intitolato Storie è l’ennessima conferma di un talento che non rallenta col tempo né davanti a una svolta testuale. Lo stile è il suo, fatto di alta semplicità, con un occhio nuovamente strizzato agli arrangiamenti più eleganti. Il precedente Milestones (storici brani riproposti in atmosfera jazz) deve averlo convinto a proseguire verso quel tipo di cura sonora. Il jazz qui lascia posto a una scelta musicale più lineare, in cui prezioso risulta il contributo degli Gnu Quartet (flauto, viola, violino e violoncello), che vanno a unirsi ai suoi storici musicisti. A pensarci, la scelta dei contenuti di questo disco è quasi epocale nella discografia del cantore d’amore: solo una manciata di brani romantici e poi giù a cantare, con garbo e accompagnato solo da una chitarra, di violenza fatta ai danni di una bambina, dove solo la pietà può esserne insolita conclusione (Il pettirosso). E la potente innocenza dei bambini torna in una storia narrata con fare favolistico: La paura, che racconta di come i bimbi, privi di timori e ricchi di purezza, riescano a valicare muri che gli adulti ergono con le proprie paure. E poi lo ascoltiamo parlare con la morte e chiederle perché ha portato con sé Mauri, al quale in verità piaceva vivere (La Signora e Mauri); e non manca una tirata d’orecchie a una civiltà grassa, che attira a sé e, in un vortice di abbondanza, non concede ripensamenti (Il buco). Ma non c’è disco di Paoli che non canti le donne, e l’amore per loro in questo capitolo passa attraverso La chiave (“Forse amore è solo un gioco/che non devi capire/che non devi scoprire/forse è una magia che dura/se c’è un po’ di paura/se c’è un po’ di mistero”), Il nome (“Se non lo chiamo amore/lo so come farò/io gli darò il tuo nome/e poi ti chiamerò”) e Due vite (“Non so se senza cercare/avrei trovato te”). Storie di gatti e marinai chiudono il cerchio, e a noi non resta che applaudire.

Scritta da Paola De Simone


Tracklist:
* Il marinaio
* Il nome
* Il buco
* Il pettirosso
* Signora Provvidenza
* La Signora e Mauri
* La chiave
* L’uomo che vendeva domande
* La paura
* La falena
* Due vite
* Zanzibar


Popon consiglia l'ascolto di La chiave!

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