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Storie di note/Egea
Il Parto delle Nuvole Pesanti ritorna al teatro, dopo il grande successo che fu di Roccu u stortu, nel 2002. Mica fu facile, all’epoca, passare dalle platee di giovani tarantolati a un pubblico maturo, attento e soprattutto seduto. Se quella fu una specie di prova del nove, quella di oggi, con l’uscita di Slum, cd/dvd che racconta in musica e immagini l’omonimo spettacolo teatrale realizzato insieme a Milvia Marigliano al Teatro dei Filodrammatici di Milano, può di certo dirsi una prova del fuoco. Pur non essendo un vero album, ma solo una colonna sonora, Slum è, infatti, la prima uscita discografica della band dopo l’abbandono del frontman Peppe Voltarelli, nel 2006. Da allora, il Parto, è diventato un vero collettivo delle arti: coinvolgendo validissimi artisti (come il cantautore Mirko Menna, poi strumentisti, attori, scrittori) e girando con loro l’Europa in tour per quasi tre anni. Alla fine di questo percorso è venuto Slum: una storia per niente facile, in cui si parla di Africa, di bidonville, migranti e destini umani troppo spesso segnati. Su questa trama, le Nuvole Pesanti intessono le loro musiche suonate dal vivo e interagiscono nel recitato, incarnando spiriti, ricordi onirici e personaggi in carne e ossa. Di questi, il più carismatico è Rahid, un carceriere-magnaccia-scafista magistralmente interpretato da Mirkomenna. Sul palco con lui, insieme alle donne cui dà corpo e voce l’attrice e regista Milvia Marigliano, stanno tutti gli altri personaggi maschili: la schiera di padri-figli-mariti-migranti-turisti, impersonati dai membri storici della band: Salvatore De Siena (percussioni e voce), Amerigo Sirianni (chitarre e mandolino), Mimmo Crudo (basso elettrico). Tutto questo è Slum: un’opera rock-world perennemente in bilico fra parole e musica, fra euforia e riflessione. E se il dvd ripercorre l’opera integrale, il cd ne rappresenta una valida summa sonora. Venti tracce: dieci canzoni e dieci stralci di recitato. Nei brani musicali, tutti inediti, a trasparire è l’anima più verace del celebre collettivo musicale calabro-bolognese, che la svolta etno-autorale dell’ultimo album (Il Parto, 2004) aveva saputo mettere sullo sfondo senza per questo adombrare. Poi, spunti di pura worldmusic (Jungiali), divertissement sudamericani (Bossa africana), e un inatteso quanto vincente ritorno al dialetto (Diciammillu duv’è), anzi ai dialetti, visto che in alcuni brani il calabrese degli esordi si sposa alla perfezione con la lingua wolof di Awa Koundoul e Alpha Dien, due musicisti senegalesi chiamati a intervenire. Certo, non è un album di inediti del Parto. Ma i più maligni sostenevano che dopo il temporale del 2006, le Nuvole Pesanti non sarebbero più state degne del loro nome. È in primo luogo a loro che farà bene l’ascolto di Slum. Scritta da OScar Firmian Tracklist: * Uomini stupidi (Recitato) * Diciammillu * Il vampiro (Recitato) * Figghiuma * Acqua * Villaggio turistico (Recitato) * Bossa aricana * Ambulanza (Recitato) * La peste * Furbo e fesso (Recitato) * Il pesce * Gli amanti (Recitato) * Il funerale * Mi presento (Recitato) * Rahid * Slum calabro * Mirna * Da una città all’altra (Recitato) * Acqua salata (Recitato) * Prova a respirare * Jungiali Popon consiglia l'ascolto di Rahid! Vai alla pagina del Il Parto delle Nuvole Pesanti Vai alle altre Recensioni ![]() |
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Scritto da Oscar Firmian
Domenica 15 Marzo 2009 00:00
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