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Warner Music Da solo, il nuovo album di Vinicio Capossela, ci regala una certezza: oggi siamo di fronte a quello che è uno dei migliori cantori del nostro tempo. Con quella voce riconoscibile e le atmosfere perennemente sospese tra romanticismo, fiaba onirica ed echi circensi, l’artista riesce a raccontare piccole grandi emozioni con una delicatezza che lascia ogni volta di stucco l’ascoltatore. Si parte con Il gigante e il mago, che ci conduce subito in un mondo fantastico, popolato da strumenti strambi ma sempre perfettamente funzionali alle emozioni che il cantante vuole trasmettere. Il pianoforte è l’elemento fondante, attorno al quale si intrecciano mellotron, fiati, archi, ma anche bicchieri e seghe. Il risultato è che, come suggerisce il titolo dell’album, Vinicio è da solo davanti ai molteplici aspetti della vita: dall’inquietudine alla serenità, da un’esistenza In clandestinità alla gioia derivata da Una giornata perfetta, passando sempre attraverso la comunicazione interpersonale, che è a sua volta fatta di sguardi, gesti e parole. L’elemento sonoro non fa altro che sottolineare di continuo questo stato dell’anima. Con Parla piano ci si immerge nell’amore più viscerale (“Quando ami qualcuno meglio amarlo davvero e del tutto”), mentre una raffinata ballad fa da sottofondo a trepidazioni soffuse, ma perfettamente percepibili. Il brano più convincente dell’album è Il paradiso dei calzini, dove l’ironia di Capossela si sposa con una semplice riflessione: “Dove vanno a finire i calzini quando perdono i loro vicini? Dove vanno a finire, beati, i perduti con quelli spaiati?”. E’ il trionfo metaforico delle piccole cose che, spesso e volentieri, hanno lo stesso valore poetico delle grandi cose. Il resto, in questa piccola gemma, lo fanno gli strumenti giocattolo di Pascal Comelade, capaci di ricondurre il mood generale a una simpatica favola che lascia un bel sorriso sulle labbra. Di indubbio pregio è anche La faccia della terra, una singolare preghiera, frutto dell’incontro con i Calexico, arrivata quando le registrazioni del disco erano ormai terminate: “Rimetti al cielo i tuoi peccati come noi li rimettiamo a te”, canta Vinicio su una gradevolissima base di stampo swing-messicano. Si fanno altresì valere la dolce lentezza di Orfani ora e il simil-tango di Dall’altra parte della sera. Non c’è alcun calo di ritmo in questo ritorno dell’autore di Ovunque proteggi. E quando il cd finisce, vuoi subito farti un altro giro sulle sue note. Scritta da Massimo Giuliano Tracklist: * Il gigante e il mago * In clandestinità * Parla piano * Una giornata perfetta * Il paradiso dei calzini * Orfani ora * Sante Nicola * Vetri appannati d'America * Dall'altra parte della sera * La faccia della terra * Lettere di soldati * Non c'è disaccordo nel cielo PopOn consiglia l'ascolto de Il paradiso dei calzini! Vai alla pagina di Vinicio Capossela Vai alle altre Recensioni ![]() |
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Scritto da Massimo Giuliano
Lunedì 23 Marzo 2009 00:00
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