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On The Road/Universal
Che il termine musica sia femminile arriva ogni tanto qualche album a ricordarcelo. Prendete Musa ad esempio, nuova prova discografica di Marina Rei, a quattro anni dall’ultimo album di inediti. Un disco “donna” nella sostanza e nelle sfumature, ché di femminile ha praticamente tutto: i temi, l’estro, la grinta, la seduzione e la complessità. Soprattutto quest’ultima. Basti ascoltare brani spiazzanti come Donna che parla in fretta o Il rovescio della cura per credere. Musa è un disco che forse non scalerà le classifiche ma, s’era capito, la Rei da un bel po’ non ama più coccolare il pubblico con facili ritornelli estivi. Di sicuro c’è che lascerà un ulteriore segno sulla sua imprevedibile carriera. Perché appare fin dal primo assaggio un album capace di lasciare profondi graffi nell’animo dell’ascoltatore. Vi si ritrova, ormai sicura e consolidata, la direzione verso il rock alternativo che, dopo varie parentesi (l’esordio dance, con lo pseudonimo di Jamie Dee, il pop-sanremese con Al di là di questi anni ed il black-soul di dischi come Donna e Animebelle), la cantautrice romana ha intrapreso a partire dal 2000 con l’album Inaspettatamente. Merito forse di frequentazioni interessanti con artisti del calibro dei Marlene Kuntz, Riccardo Senigallia o Max Gazzé. Poi, ovviamente, merito della sua musa. Già, perché una volta tanto il titolo di un album risulta davvero rappresentativo della sua sostanza. La sensazione che si ha ascoltandolo è che la mitologica figura, che da millenni dispensa nell’immaginario collettivo l’ispirazione agli artisti, abbia visitato assiduamente la casa di Marina Rei negli ultimi tempi, donandole la forza per proseguire una ricerca artistica che in questi anni non si è mai interrotta, o adagiata su comodi binari (e quanti invece al suo posto hanno preferito pescare per anni nelle sonorità dei primi facili successi?). Grazie in primo luogo alla musa di Marina Rei allora, anzi, alle sue muse. Una di queste è infatti di carne, ossa e chitarra. Si tratta di Carmen Consoli, che con la Rei è stata co-protagonista la scorsa estate di uno storico concerto-evento all’insegna del rock e che, come si addice alle muse, in questo lavoro ha saputo ispirare l’originalità altrui senza imporre troppo la propria identità. Sua l’influenza, forse inconscia ma mai sgradevole, in molti brani di Musa, uno fra tutti Ci sarebbe ancora gloria o la bellissima Un volo senza fine, in cui la cantantessa si materializza davvero, ma esclusivamente in veste di chitarrista. Tutto il resto è Marina Rei, e sa il fatto suo: lo si coglie in brani eleganti e delicati come Musa o Sorrido, e nei capitoli più grintosi ed accorati come La tua sposa e Buona vita a te. Oppure in Regina reginella, divertissement percussivo a firma dell’autrice, in chiusura del disco. Scritta da Simone Arminio Tracklist: * Musa * Ci sarebbe ancora gloria * Sorrido * Donna che parla in fretta * Il mare verticale * La tua sposa * Buona vita a te * Il rovescio della cura * Due mondi lontani * Un volo senza fine * Regina Reginella Popon consiglia l'ascolto di Donna che parla in fretta! Vai alla pagina di Marina Rei Vai alle altre Recensioni ![]() |
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Scritto da Simone Arminio
Giovedì 11 Giugno 2009 10:19
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