Nino Rota, l'amico magico
Scritto da Paola De Simone
Martedì 20 Ottobre 2009 12:22
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Una lunga carriera quella di Nino Rota, che va dagli anni Trenta ai Settanta, e nel mezzo composizioni classiche, musica da camera, opere liriche e tante colonne sonore da cinema. In questa vastità estrapolare tredici composizioni da rivestire e rispettare non deve essere stata cosa facile per gli Avion Travel. Ma, facile o meno, il gioco è fatto e la Piccola Orchestra ha mostrato la sua grandezza con Nino Rota, l’amico magico. Diciamolo subito però, l’idea, tra l’altro della sagace Caterina Caselli, non è originalissima, Nino Rota è stato ‘girato e rigirato’ da tanti, ma in pochi ne hanno saputo cogliere il disinvolto garbo, come hanno abilmente fatto gli Avion Travel. Senza, tra l’altro, dover andare molto lontano dal proprio stile e dal proprio sentire. Il disco si ascolta tutto d’un fiato, godibile e aggraziato, porta con sé le immagini dei film tra i più belli dell’Italia che fu: “La dolce vita”, “Il Padrino”, “Amarcord”, “Romeo e Giulietta”, “8 e ½”, “Le notti di Cabiria”, “La strada”, “D’amore e d’anarchia” e “Boccaccio 70”. Immagini felliniane, rafforzate nelle intenzioni dalla ricchezza sonora della Camerata Ducale di Vercelli, diretta dal M° Marcello Rota e arrangiata da Fabrizio Francia. Le tredici tracce si susseguono, ma viaggiano slegate, ognuna con una storia, ognuna con una distinta personalità sonora, ognuna liberamente tratta. Ma è al quarto brano che arriva l’incanto: Brucia la terra, tratto dal film Il Padrino III, è quanto di più bello un disco di questa portata poteva offrire. Una versione in siciliano, che nel film viene proposta chitarra e voce, poco sentita rispetto all’interpretazione sofferta di Peppe Servillo, che si fa alta, con la complicità di un tappeto sonoro più esteso rispetto all’originale, in cui la chitarra è sostenuta da un corredo strumentale di grande intensità. Una canzone incisa per la prima volta, che da sola vale l’intero lavoro. Anche Amarcord, in una nuova veste più rallentata, si fa nostalgica e leggera, con aperture orchestrali di ampio respiro. Il disco è, dunque, una notevole prova d’arrangiamento, produzione e interpretazione, che si aggira nel patrimonio musicale italiano senza far rumore, ma lasciando un profumo che fa socchiudere gli occhi. E ci si scopre inebriati.

Scritta da Paola De Simone


Tracklist:

* Parlami di me
* Pelle bianca (Giulietta Masina)
* The immigrant
* Brucia la terra
* Ai giochi addio
* Canzone arrabbiata
* Amarcord
* Lla rì llì rà
* Gelsomina
* Bevete più latte
* Quello che non si dice (new carpet)
* Lo struscio
* La passerella di otto e mezzo

Popon consiglia l'ascolto di Brucia la terra!

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