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OTR/Universal A leggere la cartella stampa di questo nuovo album di Paola Turci, Attraversami il cuore, si evincono tre notizie da tenere a mente, nell’affrontarne l’ascolto: 1) questo è il primo album di una trilogia; 2) per la prima volta Paola Turci canta canzoni d’amore - tema al centro di questo primo capitolo della trilogia in questione; 3) le cartelle stampa non servono a niente, e a ruota gli uffici stampa che le redigono. Ma andiamo con ordine. Arriva il nuovo album di Paola Turci e me lo ascolto con la solita curiosità di sempre. Sono più di vent’anni che seguo la cantautrice romana (segnatevi questo punto, perché qui sta il vero scoop) e ogni volta che un suo nuovo album arriva nei negozi di dischi (allocuzione vintage al pari di “gioco elettronico” o “calcio balilla”) mi pongo di fronte all’ascolto con le migliori intenzioni. Migliori intenzioni che, da oltre vent’anni a questa parte, si infrangono impietosamente a fine ascolto. Ogni volta Paola inanella belle prove, senza però mai trovare il brano che la esalti veramente. La sua vocalità, che nulla ha da invidiare alla sua concittadina Fiorella Mannoia, rimane sempre più in potenza che in atto. Il fatto poi che sia lei stessa, spesso, a firmare le sue canzoni, può risultare più un aggravante che una giustificazione. Paola Turci ha una gran bella voce. Personale. Carica. Emotiva. Ha una bellissima presenza. Sensuale. Affascinante. Di quelle che, se entrano in una stanza, attirano immediatamente l’attenzione di tutti i presenti. Ma nonostante questo non ha mai trovato modo di sfondare come avrebbe potuto e dovuto. Stavolta sembra aver trovato una via giusta, perché i temi amorosi, che evidentemente mai aveva affrontato fino ad ora, le sono congeniali. In realtà, anche in questo caso, il risultato è minore di quanto ci si poteva aspettare. Le canzoni sono solo sette, in virtù di quell’essere parte di una trilogia così sbandierato dal comunicato stampa. E su sette canzoni due sono quelle che incidono e lasciano il segno: La mangiatrice di uomini e Dio come ti amo. Nell’ordine, una canzone scritta per lei dal genio radical-chic Francesco Bianconi e una cover del noto brano di Domenico Modugno. Il resto è sfondo, contorno ben condito, ma sicuramente non indimenticabile. Torniamo alla cartella stampa, allora. Questo non è il primo album di una trilogia. Perché nel 2009 chiamare album un lavoro composto di sette canzoni è menzogna degna della reclame di X-Factor, sempre pronti a gridare al nuovo album di Pinco e di Pallino, anche laddove si tratti di quelli che un tempo avrebbero chiamato EP. È forse vero che per la prima volta Paola Turci canta canzoni d’amore, ma riesce a farlo a grandi livelli solo nel momento in cui si lascia andare a fare l’interprete, mettendo momentaneamente da parte velleità autoriali evidentemente ancora non del tutto messe a fuoco. Le cartelle stampe continuano a non servire a niente, riguardo gli uffici stampa che le redigono fate pure voi… Scritta da Michele Monina Tracklist: * Sono io * La mangiatrice di uomini * Attraversami il cuore * Nel nome di chi * Dio come ti amo * E intanto mi sorprendo * Piccola canzone d'amore * Sono io (reprise) PopOn consiglia l'ascolto di La mangiatrice di uomini! Vai alla pagina di Paola Turci Vai alle altre Recensioni ![]() |
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Scritto da Michele Monina
Lunedì 26 Ottobre 2009 08:00
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