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Warner Music Per alcuni meritava di vincere Sanremo. Ma tra Principi e televoti, Irene Grandi è stata tra i tanti grandi esclusi dal terzetto finale. Il suo brano, scritto insieme al leader dei Baustelle Francesco Bianconi (lo stesso di Bruci la città), uno dei migliori autori che abbiamo ad oggi nel Bel Paese, era orecchiabile, grintoso e romantico, con un gran bel testo e musicalmente originale nel pieno stile della band senese. E' stata data proprio al brano presentato al Festival, La cometa di Halley, la responsabilità di aprire il nuovo lavoro della Grandi, Alle porte del sogno. E lo fa dando molti indizi a chi ascolta su cosa si potrà trovare nei successivi dieci brani: molta elettronica, molti sintetizzatori, sempre con un po' di rock, poche ma riuscitissime ballad classiche per quel che riguarda le sonorità; ottimismo, uno sguardo fiducioso al futuro, il bisogno, spesso gridato, di affermare la propria esistenza, al contrario nei testi. E' più elettronico che rock questo lavoro della Grandi. Sembra essere una svolta nel percorso intrapreso fino ad oggi, con una maggiore sperimentazione e la voglia di cambiare e di meravigliare; sembra un nuovo punto di partenza, l'abbandono di strade già percorse con successo, per buttarsi in una nuova sfida che possa ridare energia a una vita artistica che proprio dell'energia ha fatto da sempre il nucleo fondante. Non tutto in quest'album convince in pieno a dir la verità, qualche brano annoia, vedi Strada sterrata e Onde nere, qualcun altro non raggiunge le vette più alte, come Mi manca e Greensburg. Sembra quasi mancare un file rouge che incastri i brani uno dentro l'altro, sembra che manchi quell'elemento in più che avrebbe potuto dare un senso unitario all'intero lavoro. Però il perfetto connubio tra melodia e testo della titletrack, il ritmo ipnotico di Tutti più felici, il bel ritornello di Ma, lo splendido romanticismo di Intendevi e la collaborazione con Gaetano Curreri nel brano di chiusura Stai ferma meritano più di un ascolto. Soprattutto quest'ultima traccia sembra racchiudere alla perfezione lo spirito dell'intero lavoro: il bisogno di affermare la propria voglia di rinascere dopo i vari disastri della vita. Ne ha fatta di strada dai suoi esordi l'artista toscana, quella giovane promessa paragonata da sempre alla sua conterranea Nannini, quella tutto divertimento e bel rock, e oggi nel 2010 ci regala un album pieno di ottimistico entusiasmo, come nel suo non troppo lontano passato, con in più qualche goccia di belle novità sonore che sembrano aprire per lei una nuova e interessante strada, lungo la quale i suoi fan sicuramente non mancheranno di accompagnarla. Scritta da Giulia Zichella Tracklist: * La cometa di Halley * Tutti più felici * Alle porte del sogno * Mi manca * Strada sterrata * Onde nere * Greensburg * L'amore che viene e che va * Intendevi * Ma * Stai ferma Popon consiglia l'ascolto di Intendevi e Stai ferma! Vai alla pagina di Irene Grandi Vai alle altre Recensioni |
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Scritto da Giulia Zichella
Martedì 16 Marzo 2010 08:00
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