Ho fatto i soldi facili
Scritto da Giulia Zichella
Martedì 30 Marzo 2010 10:00
Stampa E-mail
Jacopo Ratini su Popon
Universal Music

Suona sui palchi dei più importanti locali di Roma, accompagnato dalla sua chitarra; nel 2009 vince prima il Roma Music Festival e poi il Premio Lunezia, e molti nella capitale cominciano a ricordarsi di lui. E' però solamente con una vetrina come Sanremo che Jacopo Ratini, ventisettenne romano, si affaccia davvero al mondo musicale italiano. E' uno dei molti della nuova generazione ad attirare l'attenzione e a riscuotere buoni consensi, nonostante venga escluso dalla competizione canora già alla prima serata. Il suo primo lavoro, Ho fatto i soldi facili, esce nei giorni del Festival, dieci brani compreso naturalmente il brano presentato in gara Su questa panchina (e una sua interessante versione acustica): una buona canzone in stile filastrocca, linguaggio semplice con ritornello facilmente memorizzabile. Dieci brani, di cui tre inediti e sei recuperati dal primissimo lavoro di Ratini (autoprodotto) dal simpatico titolo Ora che va di moda auto prodursi del 2008. L'album si apre con Stile anni 60, orecchiabile e divertente, potrebbe essere un buon singolo estivo. Il brano con cui Ratini è arrivato nel 2009 in finale a Musicultura, Studiare, lavoro, pensione e poi muoio, potrebbe essere preso a slogan della sua generazione, della sua come del resto di tutte quelle che lo hanno preceduto e di quelle che verranno. I consigli di mamma e papà e dei nonni su come affrontare la vita, “la strada tracciata dalla società” che risulta stretta per un qualunque ventisettenne, lo è ancora di più se quel ventisettenne vuol fare l'artista. La titletrack, su una strana ma convincente melodia quasi country, ironizza e legge con sguardo divertito il modo, non sempre lecito, di fare i soldi. Il finale è perfetto e colpisce nel segno “ora guardo la televisione dal monolocale che ho in prigione”. Convincono molto anche La raccolta differenziata e Chiedimi, la seconda ha un ottimo ritornello, è fresca e leggera, una canzone d'amore allegra. La prima prende un tema di stretta attualità e lo descrive in modo molto simpatico in prima persona, come del resto tutto l'album di Ratini. Gli altri brani, Ti, Non correre e Dormire la notte, hanno elementi interessanti, chi una buona introduzione, chi qualche bella immagine ben descritta, chi un po' di innovazione musicale, ma nella loro complessità non rimangono impressi al termine dell'ascolto. Ratini ha nel complesso uno stile leggero e già riconoscibile, nel modo di scrivere come nell'interpretazione, ha molti spunti di originalità senza però allontanarsi mai da un linguaggio comune e popolare; niente giochi linguistici particolari ma una scrittura semplice e accurata. Una delle prime sere che Ratini salì sul palco di un locale romano, nel lontano 2007, gli si ruppe una corda della chitarra, non si perse d'animo e nonostante l'emozione cantò a cappella un suo brano (Un mondo da favola). Chi quella sera lo ascoltò si rese conto che non era solo uno dei tanti ragazzi con la chitarra che mirano a diventare cantanti, ma che Ratini aveva ironia, musicalità e una bellissima voce e che si sarebbe quindi potuto giocare le sue carte alla pari, se non un gradino sopra, con tutti gli altri di questa nuova generazione.

Scritta da Giulia Zichella


Tracklist:

* Stile anni '60
* Su questa panchina
* Studiare, lavoro, pensione e poi muoio
* Ti
* Ho fatto i soldi facili
* Non correre
* Dormire la notte
* Chiedimi
* La raccolta differenziata
* Su questa panchina (acoustic version)

Popon consiglia l'ascolto di Ho fatto i soldi facili e Studiare, lavoro, pensione e poi muoio!

Vai alla pagina di Jacopo Ratini
Vai alle altre Recensioni


 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna