De André canta De André
Scritto da Nicola Cirillo
Venerdì 07 Maggio 2010 00:00
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Cristiano De André su Popon
MT BLUES Records/Universal

Cristiano De André non è solo il figlio biologico di Fabrizio, ma ne è anche l'erede artistico, avendo partecipato a molti dei momenti creativi del padre, dalla composizione all'esecuzione dei brani. E questo vuol pur dire qualcosa. Vuol dir, ad esempio, conoscere le discussioni artistiche che Fabrizio aveva con tutti i suoi vari collaboratori, ma anche le considerazioni più private, a cui si lasciava andare all'interno delle mura domestiche. Vuol dire conoscere il metodo di lavoro del padre, i suoi criteri di selezione, ma anche i modi di coltivare lo spirito, i sentimenti. Ecco che essere un De André, dunque, è una prerogativa concessa solo a lui e a nessun altro. Cristiano non canta De André come un qualsiasi interprete, ma canta De André come parte di sé. Per questo calembour del titolo, De André canta De André, nasconde una dichiarazione importante e questa precisazione è necessaria per riconoscere l'ispirazione del progetto, ed evitare banali fraintendimenti. Il disco è un live che contiene una selezione di brani del tour 2009 e un DVD-documentario "Filming around tour”. Selezione di una selezione, condensato necessario di un'opera vastissima - quella di Fabrizio - fenomeno culturale senza pari nella cultura italiana contemporanea. Non cover, ma registrazione di un evento live che ha richiamato nei teatri e palasport di tutt'Italia un numero inimmaginabile di spettatori. Tutto senza grande pubblicità, senza spinta televisiva e major di supporto, ma con un progetto artistico di grande qualità. E quest’estate si replica. L'atmosfera live è perfettamente introdotta dal primo brano, Mégu megùn, eseguito con un arrangiamento simile all'originale, ma che con una ritmica fissa e una sequenza ripetuta di chitarre e bouzouki acquisice la dinamica di una carovana; la canzone diventa così quasi il viaggio onirico del vecchio brontolone – protagonista del brano - che si lamenta della “gente” col suo medico. Altro brano eseguito in maniera impeccabile è Ho visto Nina volare: se in Fabrizio prevaleva un sentimento nostalgico attenuato dall'età, qui il ricordo appare più sofferente, riprendendo un’intuizione che già aveva avuto Zucchero nel progetto Faber (ma qui suona più ispirata). La voce del cantautore genovese, straordinariamente simile a quella del padre, regala un brivido quando nell’ultima strofa trasporta la melodia sull'ottava superiore, per poi ritornare, sul finale, nei ranghi della riflessione intima. La saggezza interiore del padre, che trapela dalla grande compostezza vocale, dalla dizione perfetta, dagli arrangiamenti composti, in Cristiano diventa un fremito puro e le domande metafisiche sospese (senza pretesa di risposta) ritornano a essere domande irrisolte (drammaticamente prive di risposta). Proprio nei brani tratti dagli ultimi due lavori di Fabrizio De Andrè (oltre ai due citati sono presenti A cimma e Smisurata preghiera), Cristiano risulta più convincente, dimostrando grande affinità coi coautori delle canzoni (Ivano Fossati e Mauro Pagani). Congeniale anche la dimensione rock che Cristiano aveva già esplorato nei suoi precedenti lavori, e che qui si rivela in Fiume Sand Creek, Quello che non ho e soprattutto in Amico fragile. Il suono è quello caldo di un palco, con arrangiamenti che esaltano i singoli strumenti: oltre a Cristiano De André che suona chitarre, bouzouki, pianoforte e violino, suonano Luciano Luisi (piano, tastiere e programmazione), che è anche produttore artistico del progetto, Osvaldo Di Dio (chitarre), Davide Pezzin (basso e contrabbasso) e Davide Devito (batteria). I brani tendono a conservare le impostazioni armoniche originali, come nel caso de Il pescatore - eseguito come bis nei concerti, e presente qui come ultima traccia - che è quasi del tutto fedele all'arrangiamento della PFM. Testimonianza – se ce ne fosse bisogno - di come le soluzioni della band progressive italiana si siano ormai consolidate come classici insuperabili.
Scritta da Nicola Cirillo


Tracklist:

* Mégu megùn
* 'A cimma
* Ho visto Nina volare)
* Se ti tagliassero a pezzetti
* Smisurata preghiera
* Verranno a chiederti del nostro amore
* Amico fragile
* La canzone di Marinella
* Quello che non ho
* Fiume Sand Creek
* Il pescatore

Popon consiglia l'ascolto di Mégu megùn e Ho visto Nina volare!

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