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Ala Bianca/Warner Sgombriamo il campo da un fastidioso malinteso: Goodbike dei Têtes de Bois non è un album che parla di ciclismo. Piuttosto, è un disco che affronta tematiche amorose. Un amore reale, non solo sesso e fugace passione. Uno di quegli amori poderosi che passano il traguardo delle nozze d’oro e, quando si può, anche quelle di diamante. Amori immortali proprio in quanto faticosi: scanditi da lacrime, abbracci e giornate di sole. Ed ecco nascere il malinteso. Perché l'amore non sempre viene fuori come Dio l’ha pensato. Ogni tanto sbaglia direzione, o questo è solo ciò di cui vorrebbero convincerci. Succede in tutte e undici le canzoni di questo album, in cui uomini e donne vivono la propria passione con la bicicletta quasi sempre contromano e contronatura. Il primo caso si verifica quando, in città, qualcuno decide di lasciare a casa l'auto o il motorino per fendere il traffico con la bici, in barba allo stress degli automobilisti, alla fretta e agli ingorghi puzzolenti. Il secondo caso comprende tutte quelle volte che un essere umano e una bicicletta (da qui in poi soprannominati “i due amanti”) decidono di sfidare la natura verticale di una montagna solo per poter gridare al mondo, dalla cima, il folle amore che li unisce. Come fossero nati entrambi con le ali, e come se piedi e pedali non siano mai stati separati. Ecco: in una situazione del genere, a un passo dalla vetta e a cento chilometri dal traguardo, troviamo Goodbike. Che ci presenta con segreta arte musicale e impagabile poesia una preziosa carrellata di amori immortali. Il primo, e forse il più emozionante (raccontato in Alfonsina e la bici e cantato in compagnia di Militant A degli Assalti Frontali) è quello di Alfonsina Strada. Personaggio straordinario e sconosciuto ai più, Alfonsina è l’unica donna a essere stata al Giro d'Italia, in gara fra soli uomini nell'anno del Fascio 1924. Lei da sola, contro i preconcetti di una società maschilista e contro tutta la sua famiglia (gli amori spericolati hanno sempre una famiglia contro), appoggiata nella sua pazzia solamente dall'adorata bicicletta. Ma non è eroismo, vedete: è amore. Come quello che lega i partecipanti del Tour de France 1995 a Fabio Casartelli (a cui i Têtes de Bois dedicano La canzone del ciclista), giovane promessa del ciclismo che lasciò la sua vita in uno scontro frontale con un paracarro, proprio al termine di un'immane salita. Il giorno dopo, lasciando sbigottiti sponsor e strateghi, tutti i partecipanti alla gara pedalarono compatti, al trotto, senza fretta né agonismo. Arrivarono al traguardo in centinaia contemporaneamente, con in prima linea i compagni di squadra del ciclista caduto. Se questo non è amore. Ed è lo stesso sentimento che fa ritrovare ogni mese frotte di cicloamatori sulle tangenziali e lungo i viali delle nostre caotiche città, a bloccare il traffico tutti allegri e strombazzanti. “Vogliamo aria e strada senza catrame” cantano per loro i Têtes de Bois in quella perla di divertimento e saggezza che è Noi siamo il traffico, e anche questo, se mi si passa la ripetizione, è puro amore. Perciò a questo punto della storia sarà ben chiaro che non è la bici ad accomunare le undici canzoni di questa serenata su due ruote, salutata tra un brano e l’altro dalle voci concitate dei cronisti sportivi. Perché sì, lo concediamo: Goodbike è anche un disco sul ciclismo. Sport, d'altronde, che di per sé da decenni ammalia i musicisti e i cantautori. Ma se al fascino discreto delle due ruote ci avevano già iniziati i mostri sacri Paolo Conte, Yves Montand e Gino Paoli (degli ultimi due sono presenti in Goodbike le cover di A Bicyclette e Coppi), il merito di Andrea Satta e soci sta nell’averci mostrato il lato più normale e quoditiano di tutta la questione. Non gli amati miti del ciclismo, bensì i loro amanti. E non importa se siano spinti da voglia o necessità. Sono i postini, i partigiani-staffetta, i gregari sputasangue, gli scalatori appesantiti dalla birra o i ragazzi africani, la cui bici vuol dire vita-meno-faticosa. Persone piccole, dominate da passioni gigantesche, a cui la bici serve soprattutto per andare, e non importa dove. Questo disco bellissimo parla soprattutto di loro. Scritta da Simone Arminio Tracklist: * Alfonsina e la bici * Corrosivo acido * La bicicletta * Noi siamo il traffico * La canzone del ciclista * Mia cara miss * Coppi * La bicitrombetta * Dai * Le bals des cois * Goodbike Extra Popon consiglia l'ascolto di Alfonsina e la bici e Noi siamo il traffico! Vai alla pagina dei Têtes de Bois Vai alle altre Recensioni Condividi |
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Scritto da Simone Arminio
Venerdì 14 Maggio 2010 00:00
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