Quindi?
Scritto da Giulia Zichella
Lunedì 27 Settembre 2010 00:00
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Max Gazzé su Popon
Universal Music

Spesso un album può essere facilmente racchiuso da un’unica parola. Un aggettivo, un’immagine, anche un colore o un profumo. Questo lavoro di Max Gazzé è difficilmente definibile. Come il suo autore del resto. Gazzé un grande musicista lo è sicuramente. Uno dei pochi a saper riunire insieme poli opposti, da una parte un autore pop accessibile al grande pubblico, quello sanremese per intenderci, con Il solito sesso per esempio, dall’altra un autore complesso (non complicato) e ricercato che scrive la mia corona di paure con un diamante di sogni e ciondoli, frantumi di ipotesi appese mi ricordano del vento (La cosa più importante, ndr.). Probabilmente questa sua doppia anima è proprio ciò che lo rende non facilmente “incasellabile”, senza che questo significhi non avere un sound riconoscibile, e per uno che fa musica è comunque un bel pregio. L’apertura al grande pubblico è coincisa con una progressiva crescita della sua capacità di scrittura, se con Tra l’aratro e la radio, album del 2008, aveva dato prova della sua raffinatezza e del suo innato divertimento nel giocare con le parole, con Quindi?, ultimo suo lavoro, il bassista romano dà al suo pubblico una bella conferma. Quindi? sembra essere un mosaico di mondi, vite, personaggi (anche strambi), favole, paure e domande, soprattutto domande, diverse. I temi sono molti, dalle digressioni sull’universo e sull’essenza dell’uomo a quelle cose Impercettibili, tutti quegl’attimi che troppo spesso lasciamo passare e che invece non dobbiamo mai perdere; uno sguardo quello di Gazzé che sa scrivere e parlare del mondo nella sua grandezza e dell’uomo nella sua piccolezza con la stessa identica poeticità. E poi c’è l’amore, cantato e stracantato da secoli; Gazzé ci dimostra come lo si possa raccontare con parole nuove, non ancora ascoltate. E solo a pensarti lo sento che i venti, la polvere, il mondo, l’oceano, l’idea di un amore stupendo, tutto è dentro te sale sul podio dei versi più belli e intensi di questo 2010, e tutto il brano Edera si merita una menzione speciale. Fortunatamente non è la sola, anche il Il drago che ti adora, Cuore scalzo e La moglie del poeta sono davvero dei piccoli gioielli. Se musicalmente si passa dal pop al rock, dalla sperimentazione più spinta al surrealismo più fantasioso, sono davvero i testi a convincere e un paragone con il Maestro Battiato non sembra essere poi così azzardato. Quest’album lascia al termine dell’ascolto una meravigliosa sensazione, quella che tutti gli album di valore dovrebbero avere: di non aver compreso a pieno tutto, di essersi lasciati indietro tante di quelle sensazioni senza nome che necessitano un altro, e poi un altro, e ancora un altro ascolto.

Scritta da Giulia Zichella


Tracklist:
* Io dov’ero (Atmos 5)
* A cuore scalzo
* La cosa più importante
* Senza code (Autotomie)
* Il drago che ti adora
* Mentre dormi
* Storie crudeli (non c’è ragione per raccontare)
* La moglie del poeta
* Nuovi allineamenti di Stonehenge
* Impercettibili
* Edera
* DNA (Deossiribonucleico)

Popon consiglia l'ascolto di La moglie del poeta e Edera!

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