Nelson
Scritto da Paola De Simone
Giovedì 09 Dicembre 2010 00:00
Stampa E-mail
Paolo Conte su Popon
Universal Music

Nelson è morto da due anni, “era un cane di una bellezza stratosferica”, come lo ha descritto Paolo Conte nel corso della conferenza stampa che ha tenuto a Milano lo scorso ottobre. E sì che stratosferica è una parola esagerata, uno di quegli aggettivi che noi critici usiamo con coscienza e parsimonia, ma è da quando abbiamo iniziato ad ascoltare questo disco che ci gira in testa alla fine di ogni canzone. Dopo Elegia e Psiche, che ci avevano impressionato più che convinto, Nelson arriva a ricordarci chi è Conte, di cosa è capace e quanto ci piace. Nessun pensiero dominante regge lo scorrere delle quindici tracce, ognuna di loro ha un suo stile e un suo ritmo, ognuna di loro racconta una storia; così personaggi, raccolti qua e là, si aggiungono ai già tanti incontrati per le strade di Conte. Non parla di sé lo chansonnier italien, non lo ha mai fatto in fondo (se escludiamo qualche fotografia in Sotto le stelle del jazz), nessuna narrazione autobiografica, ma ovunque spunti di vita vera, rigorosamente altrui o marcatamente immaginifici. Racconta quello che vede e non vede, Conte, con una cifra stilistica sempre ironica, quando non è nostalgica. E i suoi pensieri viaggiano liberi, senza confini di terre, lingue e dialetti (canta come può in inglese, francese e napoletano), senza pudori, schiavi solo delle composizioni musicali che li ospitano. Libero concettualmente e stilisticamente, non senza mistero, Paolo Conte canta di un Enfant prodige “diavolo di un angelo fottuto”, di un Clown a cui chiede perdono “se non si ride e non si applaude”, di Nina dal vestito giallo, di Sarah che conosce solo le sue braccia, ma non la sua anima, e via così. E anche lì dove non si direbbe, l’ironia si nasconde furtiva, ne la Massaggiatrice per esempio si cela uno scherzoso sfottò e una goliardica vendetta: il brano nasce dopo aver appreso che il sogno delle donne francesi non ha un nome, ma racchiude una categoria, quella dei massaggiatori. E allora canzone sia. Così fa il nostro Conte: vive e racconta. E la sua musica, in questo Nelson, è un crocevia di swing – in primo piano – di scelte d’epoca (anni ’50-’60), di dixiland, di tratti bandistici (che toccano l’apice in Nina) e di ambientazioni al limite del sensuale. E poi i musicisti: tutti di egregio stampo, tutti maestri nei loro strumenti, tutti decisamente all’altezza (nei live soprattutto non potrete far a meno di apprezzarli). E se sarà pur vero che “chiedere a un cantautore cosa pensa dei critici è come chiedere a un lampione cosa pensa dei cani” (così Conte in conferenza ha scherzato mutuando la battuta da John Osborne), è altrettanto vero che davanti a Nelson probabilmente neanche un lampione si lamenterebbe.

Scritta da Paola De Simone


Tracklist:
* Tra le tue braccia
* Jeeves
* Enfant prodige
* Clown
* Nina
* Galosce selvagge
* Storia minima
* C'est beau
* Massaggiatrice
* Sarah
* Sotto la luna bruna
* Suonno e' tutt'o' suonno
* Los amantes del mambo
* L'orchestrina
* Bodyguard for myself
* Tips

PopOn consiglia l'ascolto di L'orchestrina, Nina, Massaggiatrice e Clown!

Vai alla pagina di Paolo Conte
Vai alle altre Recensioni

Condividi
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna