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Universal 2010 I Verdena sono dannatamente fuori luogo. Fuori luogo è la loro la scelta di rifarsi alla musica psichedelica nel 2011, di dare a Wow la copertina di certi vecchi dischi, e fuori luogo è la decisione (la più assurda, visti i tempi) di lasciar passare quattro anni prima di pubblicare un nuovo album. Quattro anni di silenzio, nel momento di maggior successo della band: senza dischi, apparizioni, concerti, marchette e quant’altro. Di questi tempi è l’equivalente di un suicidio premeditato. Come se non bastasse, quando decidono di tornare, lo fanno sbagliando tempo e modi: con un doppio cd di quasi trenta pezzi e nessun vero singolo di traino. Un’ignominia per il convulso consumo musicale odierno. Tanto più che i loro brani sembrano fin dal primo impatto così atemporali. Canzoni nate, e si sente, nel chiuso di una saletta di loro proprietà nella provincia bergamasca. Piene di citazioni musicali colte e con la voce di Alberto Ferrari che sembra provenire dalla stanza di fianco a quella dove sta il microfono. Praticamente nulle, in tutto il disco, le intercessioni di stili e tendenze contemporanee, se si esclude il termine facebook, pronunciato in tutta fretta e con sguardo attonito, come suggerisce lo stesso titolo del brano che lo contiene. Queste le premesse. L’ascolto è a dir poco spiazzante. La prima sensazione è quella di aver sbagliato cd. Siamo sicuri che si tratta dei Verdena? Una volta accertata l’autenticità della fonte, ci si sente dei privilegiati: chi ha amato quei tre ragazzi un po’ immaturi e dal suono sporco dovrà convincersi a rivisitarne il ricordo, e non se ne pentirà. Perché, detto senza mezzi termini, questo disco è un capolavoro. E non ci sembra di esagerare nell’ipotizzare che quei Nirvana ai quali troppo spesso, e con fastidiosa leggerezza (non regge il paragone, e non serve farlo) i Verdena vengono accostati, dopo le inedite emozioni di Unplugged in New York avrebbero potuto intraprendere un percorso simile a quello avviato oggi dai Verdena. Ché tra l’irruenza del grunge più rude e la poesia dei suoni naturali la distanza è ben più breve di quanto non sembri. Se il problema era rischiare, avendolo fatto, possiamo oggi affermare che i due fratelli Ferrari e la loro sodale bassista Roberta dimostrano una maturità artistica di grande rispetto. Perché Wow, vedete, è un disco corale, intenso e visionario quanto basta per poter entrare a buon titolo in certe discoteche che dei Verdena, finora, non sapevano nemmeno l’esistenza. Un album dotato di un’architettura possente, smaccatamente beatlesiana ma originale, ammiccante a tratti a certe stelle del post-rock mondiale. Un disco del tutto inatteso, se si considera Requiem, il loro precedente lavoro. Testimone di una crescita verticale e notturna, che dimostra quanto male facciano le imposizioni e le pressioni del mondo esterno all’anima artistica di certi musicisti, e quanto bene faccia concedere alla propria musa il giusto tempo per palesarsi di nuovo. Lasciando macerare le sensazioni e le sonorità e concedendosi nell’attesa il lusso di approfondire nuovi strumenti. Come il piano, il mellotron il moog, l’organo, lo xilofono, il kazoo: nuovi giochi di Alberto Ferrari. Oppure i loops, la fisarmonica, le percussioni, i sintetizzatori, il piano e le nacchere di suo fratello Luca, e persino il violoncello di Roberta Sammarelli. Il cui basso acido e saturo, tutt’altro che di contorno, sa ampliare le pareti sonore di ogni brano e aprire luminose finestre sulla campagna padana. Un panorama che, visto da qui, sembra addirittura affascinante. Godiamoci questo Wow allora. Non sapendo se potrà essercene un altro, ma sicuri che i Verdena, con questo disco tra le mani, hanno messo un piede nella stanza della musica che resta. Scritta da Simone Arminio Tracklist: Cd1 * Scegli me (un mondo che tu non vuoi) * Loninterp * Per sbaglio * Mi coltivo * Razzi Arpia inferno e fiamme * Adoratorio * Le scarpe volanti * Miglioramento * Lui gareggia * Castelli in aria * Il nulla di O. * Sorriso in spiaggia parte 1 * Sorriso in spiaggia parte 2 Cd2 * Attonito * E’ solo lunedì * Tu e me * Badea blues * Nuova luce * Grattacielo * A capello * Rossella roll over * Canzone ostinata * 12,5 mg * Sul ciglio * Letto di mosche * La volta * Lei disse (un mondo del tutto differente) PopOn consiglia l’ascolto di Scegli me! Vai alla pagina dei Verdena Vai alle altre Recensioni Condividi |
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Scritto da Simone Arminio
Martedì 01 Febbraio 2011 15:00
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