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Universal Music L’alieno, il nuovo album di Luca Madonia, arriva dopo un periodo di silenzio piuttosto lungo (Vulnerabile, l’ultimo album di inediti del cantautore, risale al 2006), interrotto solo dalla riproposizione di una raccolta di brani di repertorio riarrangiati (Parole contro parole, del 2008). Per questo, dopo l'esperienza sanremese, molti si sarebbero aspettati una proposta discografica più elaborata, un progetto che definisse in maniera più chiara i contorni artistici di un musicista dalle qualità rare, com’è Luca Madonia. E invece il nuovo disco contiene solo sette brani, di cui quattro inediti (L’alieno, Non è un gioco, Il meglio arriva domani, Le occasioni della vita) due cover (La notte dell’addio e Eternità) e un brano già inciso, ma riproposto in una nuova versione (Il vento dell'età, con Carmen Consoli). Ma il format del disco classico è una convenzione a cui possiamo derogare se – come in questo caso – la scelta dei brani è accurata, il prezzo proposto è corretto e, soprattutto, la qualità artistica è di livello pregevole. Nonostante l’esiguità del numero delle tracce, infatti, l’album presenta Luca Madonia come autore sensibile e interprete raffinato. Madonia possiede il “gusto musicale”, una qualità che dovrebbe essere connaturata in ogni musicista affermato, ma non è così. La caratteristica più evidente di questo gusto è l’estremo rispetto della canzone, la capacità di farla vivere attraverso la voce, di mettere le proprie capacità a servizio del brano (e non viceversa, come avviene, purtroppo, in molti casi). Per questo le due cover degli anni '60 e '70 (quando si scrivevano gran belle canzoni - come lo stesso cantautore ha ammesso di recente), più che tornare a splendere, acquistano una nuova luce, filtrata da una sensibilità esercitata in anni di esperienze e frequentazioni artistiche importanti. Solo grazie a queste capacità, per esempio, La notte dell'addio, orchestrata da Franco Battiato, si svuota della retorica amorosa dell'interpretazione originale per assumere i caratteri di una sofferenza cosmica, in cui la separazione appare ineluttabile (d'altra parte Alberto Testa scrisse il brano proprio nei giorni in cui veniva a mancare sua moglie). Anche nei brani originali a farla da padrona è l’estrema eleganza interpretativa, attraverso cui il cantautore catanese riesce a raccontare – con la necessaria leggerezza - pochi essenziali concetti, come la necessità di aprirsi al diverso (Le occasioni della vita), l’incomunicabilità tra generazioni (Il vento dell’età) o la sensazione di estraniamento rispetto alla società attuale (L’alieno). Proprio la title track, presentata con successo a Sanremo, si avvale del contributo di Franco Battiato, la cui impronta si evidenzia maggiormente per il fatto che al suo ingresso vocale scompare la ritmica, restituendoci vorticosamente, in pochi secondi, l’intenso percorso spirituale del Maestro della scuola catanese. Essenziali anche gli arrangiamenti, affidati a Fabrizio Federighi, storico collaboratore dei Denovo, che si muove quasi esclusivamente nei territori già percorsi dell’elettronica. Un disco che ci piace pensarlo come preludio di un’opera più ampia in cui Luca Madonia, dopo aver scavato nel patrimonio musicale italiano e internazionale, possa riproporci gemme preziose, magari anche alcune di quelle erroneamente scambiate per cocci di vetro. Scritta da Nicola Cirillo Tracklist: * L'Alieno (feat. Franco Battiato) * Non è un gioco * Il meglio arriva domani * Eternità * Le occasioni della vita * Il vento dell'età (feat. Carmen Consoli) * La notte dell'addio Popon consiglia l'ascolto de Il vento dell'età! Vai alla pagina di Luca Madonia Vai alle altre Recensioni Condividi |
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Scritto da Nicola Cirillo
Mercoledì 23 Marzo 2011 00:00
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