Eden
Scritto da Simone Arminio
Lunedì 06 Giugno 2011 00:00
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Subsonica su Popon
Emi Music, 2011

Se la cantano da soli i Subsonica, che con ironia, buon groove e una stizza neanche troppo sottaciuta, urlano al mondo e a loro stessi: “Non siete riusciti a bissare Microchip emozionale”! Il brano, come si dice, è tratto da una storia vera. La critica legata ai fasti mai più raggiunti di Microchip emozionale (il loro miglior disco, datato 1999) sarà infatti giunta alle loro orecchie così tante volte che a un certo punto li ha spinti a reagire. E quale migliore risposta di una canzone? Il pezzo in questione è Benzina ogoshi, uno dei brani più riusciti di questo nuovo Eden. Nonostante ciò, e sebbene personalmente non avvezzi alla dietrologia discografica come termine di giudizio, questa volta non ci sentiamo di dissentire dall'ironica autocritica. E non perché Eden non abbia i suoi punti di luce, che ci sono e sono degni di nota. Ma poiché, se la lingua batte dove il dente duole, al termine del disco non si può fare a meno di contare le differenze. E notare che in effetti i Subsonica sembrano aver perso quell’omogeneità di suoni e di pulsioni che li faceva così originali. Così il loro Eden, pur avendo a disposizione gli ingredienti migliori e qualche guizzo di buona creatività, porta con sé i segni indelebili di una fusione a freddo. Ma vediamo di capirci qualcosa. Quattro anni dopo, provenienti da svariati progetti solitari (seppure molto validi, ma questa è un’altra storia), i cinque si ritrovano in una cascina di campagna e decidono di risvegliare i Subsonica. Chiudono il mondo fuori, buttano sul tavolo i loro appunti e tentano di venirne a capo. Barcollanti, distratti e forse un po’ annoiati, così li immaginiamo. Lucidi a tratti, sia pur detto. Come si nota nella titletrack Eden, nella già citata Benzina ogoshi o nella poesia da fine del mondo di Sul sole. Un po’ meno in Istrice, canzone su Torino che non si lascia ricordare, e nella melodia lievemente melensa di Quando o nell’incipit decisamente incerto di Tra gli dei. Tutti elementi di una chiara volontà di variare, declinata in idee a volte pienamente condivisibili (La funzione, ad esempio, è una canzone piacevolmente diversa dai cliché della band), ma il più delle volte del tutto incomprensibili. Eppure non è questo, l’Eden? Una metafora di bellezza perfetta, un luogo dell’immaginario impossibile da descrivere senza impoverirlo. Se perciò c’è un disegno anche nella nascita di un album, allora anche la scelta del titolo ne risulta strumento. Forse Eden era più bello nelle intenzioni che non nei fatti. Resta solo una piccola amarezza: esclusi gli esaltati, nessuno dotato di sale in zucca avrebbe chiesto sul serio ai Subsonica di bissare Microchip emozionale: la vera arte sta nel percorso, che quasi mai è dritto e in ascesa. Compreso questo, siamo sicuri, il prossimo album sarà migliore.

Scritta da Simone Arminio


Tracklist:
* Eden
* Serpente
* Il diluvio
* Prodotto interno lurido
* Benzina ogoshi
* Sul sole
* Quando
* Istrice
* Tra gli dei
* La funzione
* L’angelo

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