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Sony, 2011 Ogni qualvolta viene pubblicato un album di Giorgia la storia è sempre quella. Sembra di sentir bisbigliare un classico dell'adolescenza scolastica, quel “sì, sì, è intelligente, ma non s'impegna”. Nel caso specifico si dice che Giorgia abbia talento da vendere, senza sconti neanche in tempo di saldi. Ma si dice anche che ci si aspetta sempre quel “di più” nel dimostrarlo e che quel “di più” sembra non arrivare mai, adagiato com'è, in lontananza, su strati di complimenti per le sue indubbie capacità vocali che si scontrano con quelle da cantautrice. La storia si ripeterà sicuramente anche stavolta, con questo nuovo capitolo discografico intitolato Dietro le apparenze (che, c'è da dire anche questo, è entrato direttamente alla prima posizione della classifica italiana). Ma cosa c'è, effettivamente, dietro queste fantomatiche apparenze? C'è una Giorgia che ritorna - dopo qualche anno di silenzio musicale riempito solo dalle “note” dei vagiti di Samuel, suo primo figlio – con un pezzo come Il mio giorno migliore, un trascinante elettro-pop figlio sfacciato dell'era di Lady Gaga. Una Giorgia che fa quasi rabbia per quanto la sua voce non perda colpi (l'acuto nel secondo singolo È l'amore che conta, chapeau) e che chiama a rapporto un produttore “sicuro” come Michele Canova Iorfida, già con le mani in pasta nei successi di Eros Ramazzotti e Jovanotti, presenti anche loro all'appello: il primo nel duetto Inevitabile e il secondo, come autore, nella scanzonata Tu mi porti su. Certo, il duetto in questione, nonostante l'indubbia potenza radiofonica, farà storcere il naso per un testo – dello stesso Eros - probabilmente poco illuminato, e il promettente tormentone firmato dal signor Lorenzo Cherubini (“Ah che bellezza, ah che dolore” è da spiaggia 2012) tira in ballo l'annosa questione che sempre ci si pone davanti ai suoi pezzi, e cioè che forse nascono per essere interpretati da Jovanotti e basta. E certo è che, sì, quella Giorgia da svolta azzardata ma estremamente riuscita di Ladra di vento del 2003 (forse il punto più alto della sua discografia, quello di Gocce di memoria, Spirito libero e L'eternità, per intenderci), magari si è un tantino “ammorbidita”. Dietro le apparenze, però, ha il pregio di essere un lavoro pulito, che “suona” bene e – soprattutto – coerente. Era da quel Senza ali del 2001 che la signorina Todrani non faceva trasparire da voce e testi un'ispirata serenità. Dieci anni esatti dopo Giorgia è madre, compagna (di Emanuel Lo, co-autore di quasi tutte le liriche di Dietro le apparenze) e sulla soglia appena varcata dei 40 canta ancora dell'amore, e lo fa ancora bene. Come in Sembra impossibile, uno dei brani più riusciti della sua carriera, e Passerà l'estate, piccola perla scritta dall'amica Marina Rei. Passerà anche questo album e ancora ne verranno, speziati da altre critiche ed altri onori. E in tempo di crisi musicale, dove tutto passa senza rumore, c'è solo da festeggiare. Scritto da Vyncent Valo Tracklist: *Il mio giorno migliore *Sembra impossibile *È l'amore che conta *Inevitabile *Dove sei *Passerà l'estate *Solo grazie a te *Vado via *Dietro le apparenze *Tu mi porti su *Niente ci porta via *E adesso tu *Resta la musica Popon consiglia l'ascolto di Il mio giorno migliore, Sembra impossibile e Passerà l'estate! Vai alla pagina di Giorgia Vai alle altre Recensioni Condividi |
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Scritto da Vyncent Valo
Domenica 18 Settembre 2011 00:00
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