Unici al mondo
Scritto da Paola De Simone
Mercoledì 28 Settembre 2011 00:00
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Michele Zarrillo su PopOn
Sony Music, 2011

E’ tornato. E’ tornato davvero e con le migliori intenzioni. Il principe delle ballate d’amore è tra noi, vivo e vegeto. Consentiteci lo stupore visto il sopimento degli ultimi dischi e lasciateci gioire per la ritrovata ispirazione. Lui è Michele Zarrillo, il disco che dà soddisfazione al nostro udito è Unici al mondo. Questo album ci racconta una serenità e un ritrovato equilibrio, ecco perché ascoltando anche le canzoni più nostalgiche (Dolce incanto per esempio), non ci arriva tristezza, ma consapevolezza. Che un disco possa tramutarsi in uno specchio dello stato psicofisico del suo autore è cosa assodata, per cui ci fidiamo delle sensazioni che Unici al mondo ci offre e immaginiamo Zarrillo immerso in uno stato di grazia umana e artistica. Complice senz’altro una nuova esperienza, quella della paternità; e come resistere alla tentazione di scrivere una canzone per la neonata prole? Il mondo della musica nostrana è pieno di ninna nanne e filastrocche, e ora se ne aggiunge una nuova: La piccola mela, che, spiace dirlo, è la traccia meno convincente di un disco troppo ben fatto. Ma cantare la gioia non è cosa facile, si sa, allenata com’è la nostra cultura musicale a musicare il pianto. Adesso, però, chiudiamo la pagina emotivo-romantica e parliamo di musica. Perché Unici al mondo ci convince? Innanzitutto per la cura che Zarrillo ha messo nell’imbastire melodie immediate eppure così poco ‘già sentite’. E poi il suo affacciarsi a nuovi (per lui) mondi sonori: c’è del timido jazz in questo lavoro (Malinconica solitudine e Dolce incanto) e questo vuol dire ricerca, vuol dire prospettiva allargata, vuol dire cambiamento, vuol dire mobilità, vuol dire voglia di essere nello scorrere delle cose. A dispetto della staticità cui alcune carriere artistiche sono tristemente destinate. E noi apprezziamo. Sull’ottimo suono che scaturisce dalle dieci tracce, invece, non ci soffermiamo, perché conosciamo il perfezionismo del musicista Zarrillo e su certi argomenti non serve tornare. Un plauso anche per i testi, condivisi con quel Giampiero Artegiani dei Semiramis (gruppo con il quale Zarrillo mosse i primi passi della sua carriera) che è tornato, dopo tanti anni, al suo fianco. Tra le canzoni l’amore c’è, l’amicizia c’è, la passione c’è, il dolore c’è, i ricordi ci sono, la paternità c’è… per gli amanti del buon pop italiano non manca davvero nulla. Ma non facciamoci l'abitudine.

Scritto da Paola De Simone


Tracklist:
* Unici al mondo
* La prima cosa che farò
* In questo tempo
* Dolce incanto
* Il mio amico timido
* Quei due
* La piccola mela
* Malinconica solitudine
*Nati in Africa
* Scegli la preghiera

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