Natura umana
Gianluca Grignani su Popon
Sony Music, 2011

E’ rocker, di quelli con i capelli lunghi; e l’aria da “maledetto” ce l’ha sempre avuta. Fin da quando sul palco del Festivalbar, costretto a cantare in playback, allontanava il microfono e con le mani in tasca guardava sfrontato la telecamera. Gianluca Grignani anche adesso, a quarant’anni e con tre figli, continua a sembrare fortunatamente quel ragazzo lì. Non ne ha perso l’aria, l’atteggiamento, la voce, lo sguardo. Questo Natura umana è il suo nono album. Bisogna dirlo subito, questo disco è Grignani all’ennesima potenza: le chitarre, quella voce un po’ trascinata, i suoi “na na na” da sempre così simili agli “eeee” di Vasco, un po’ di rabbia, rime il più delle volte azzeccate, con un suono e un’interpretazione che, piaccia o no, riconoscibile lo è certamente. Le sonorità sono quelle che conosciamo (definizione molto lontana dall’essere negativa) però qui la chitarra sembra acquisire un respiro più internazionale, tanto da ricordare nell’intro del brano Miliardi di mani, azzardiamo, il suono della chitarra di The Edge (U2) e in quello di Che cosa importa dei migliori Guns ‘N Roses. Grignani riesce in ogni brano a creare un’atmosfera sonora unica, distinta rispetto al brano successivo e a quello che lo precede, facendo in modo che siano i significati, il senso dato alle parole, a fare di questo disco non solo una sequenza di buoni singoli, ma quasi un bel concept album. E’ una scrittura matura di chi ha imparato nella vita a sentirsi parte di universi differenti e ancor di più a riportare in musica gran parte delle sfumature emozionali della vita comune. E’ sicuramente il bisogno di “umanità” a essere uno dei nodi centrali del disco, la necessità di allargare la visuale delle cose, di ampliare il significato dato alle sensazioni, di osservare se stessi dentro uno spazio che è costruito soprattutto dagli altri, i tanti altri con cui condividiamo la vita. Questo Natura umana è un bell’album pop-rock. E se chi in Italia tenta di scrivere canzoni pop ma si perde troppe volte in banalità simili a temi di prima elementare, spendesse cinque minuti per ascoltare una sola canzone di questo disco, una qualunque, avrebbe una sorpresa inaspettata: si possono scrivere belle canzoni pop senza scadere nel patetico, basta non voler “fregare” chi ascolta con ammiccamenti vari, basta esser sinceri.


Scritto da Giulia Zichella


Tracklist:
* Un ciao dentro un addio
* Natura umana
* Sguardi
* Che cosa importa se
* Mondo libero
* Miliardi di mani
* Io per te
* Finché ti dimentico
* Le scimmie parlanti
* Lontano da te (dall'Europa all'America)
* Se l'amore c'è ancora

PopOn consiglia l'ascolto di Natura umana e Se l’amore c’è ancora!

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