Inedito
Scritto da Michele Monina
Lunedì 14 Novembre 2011 00:00
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Laura Pausini su Popon
Warner Music, 2011

Giorni fa parlavo con uno che ha scritto alcune delle canzoni di maggior successo degli ultimi quarant'anni. Un grande autore. Incuriosito gli ho chiesto come e quando, dopo aver scritto un brano, o magari proprio duranta la scrittura, capisse che una determinata canzone era adatta a uno determinato interprete, a quello e quello soltanto. Cinico che sono, conoscevo già la risposta, ma mi piaceva, per una volta, credere alle favole. Il tipo, di cui non faccio il nome per non distrarvi, mi ha detto quel che mi aspettavo, che una bella canzone è una bella canzone, e che quindi può essere cantata da tutti, magari aggiustando un po' l'arrangiamento a seconda delle necessità del caso. Niente magia, quindi, ma neanche una scorsa bieca al conto in banca. Una bella canzone è una bella canzone, quindi. Ce lo insegnano sin da piccoli, del resto, quando con la chitarra martoriamo un classico di Gino Paoli, ché tanto lui non si è mai spostato più di tanto dal giro di do. Poi capita di ascoltare Inedito, l'ultimo album di Laura Pausini, e tutte le certezze che ci hanno accompagnato per il lungo cammino della vita si sgretolano. Di colpo, irreparabilmente. Date una scorsa alla tracklist, perchè sapete che c'è una canzone, soprattutto una, che non potete non ascoltare, quella che ha scritto per lei il vostro autore preferito, in Italia. Un uomo nei confronti del quale nutrite una stima al limite dell'idolatria. Uno che, se vi dovessero proporre un trapianto del cervello o del cuore, probabilmente indichereste come possibile donatore. Parte il brano, e siete vittime di un'esperienza extracorporale. Di quelle, lo sapete e in parte già lo temete, che vi porteranno a diventare una macchietta degna di finire in un servizio di Mistero, lì a parlare di microchip sottocutanei e sondini anali di fronte a un mai abbastanza imbarazzato Daniele Bossari (ma non potrebbe starsene a casa con Filippa, ci si chiede legittimamente?). Il testo e la musica sono inconfondibilmente quelle che vi potreste aspettare dal vostro mito assoluto. Parole di una bellezza sconcertante (“Quando eri con me/ il buio che scendeva con la sera/ si fermava sulla porta di casa” oppure “io ti penserò vicino/ sulle strade del mondo/ perché ho avuto tanto bisogno di te/ come l'erba del deserto/ ho sfidato la vita” oppure “ogni sorriso ha il suo momento/ il suo patto con l'amore/ ogni donna ha la sua fuga/ che è la sua speranza/ la nebbia intorno fa lo sforzo di salire/ e io posso vedere ancora” e soprattuto “Dio salvami oggi/ oppure quando vuoi/ restituiscimi all'amore quando vuoi/ sì”), semplici e assolute, come tutti i suoi testi, si appoggiano su una musica che, nonostante un arrangiamento in sentore di tamarraggine, è inconfondibilmente sua, del mio idolo, ma a cantarle non è la sua voce, ma quella di Laura Pausini. Quindi, di colpo, è come se quelle parole, quella musica, fossero, che so?, Resta in ascolto o La solitudine, uniformate, omogeneizzate da quella voce così potente, così caratterizzante. Una canzone bella e brutta al momento stesso. L'esperienza extra-corporale di cui sopra. Una bella canzone cantata da una voce che nulla c'entra. Una voce capace, questo è evidente, di ammazzare la poesia, là dove c'è. Poi però arriva il famigerato momento del sondino anale, quello immancabile in ogni esperienza extracorporale che si rispetti, e nel ritornello, la voce di Laura viene affiancata da quella del vostro idolo. Sì, non solo il vostro mito assoluto, quello a cui avreste chiesto di donarvi il cuore o il cervello ha scritto una canzone per lei, ma l'ha pure cantata. E allora, se da una parte è vero, c'è crisi, lo Spread è sopra il 500 punti, i tassi del mutuo sono saliti e tutto, quindi potete cercare una giustificazione, dall'altra no, questo non potete accettarlo. La bellezza non si può rovinare, è ingiusto. Il pane e le rose, lo sapete bene, è ambizione legittima. E visto che il pane manca, almeno le rose non ve le potete vedere devastare così, tanto più dallo stesso giardiniere. I fatti sono questi: Ivano Fossati ha scritto una canzone per Laura Pausini. Ivano Fossati ha cantato una canzone, quella canzone lì, con Laura Pausini. Lo ha fatto anche Gianna Nannini, che però non è il vostro mito assoluto, non le chiedereste mai il cuore o il cervello. E il brano che hanno fatto insieme, le due, Inedito, dimostra ancora di più quanto detto prima, una bella canzone è una bella canzone, una canzone così così pure. Nell'album, però, di canzoni ce ne sono quattordici, perché evidentemente abbiamo qualche colpa da espiare, qualche colpa grossa davvero. E invece di reincarnarci in un tafano, ci tocca stare qui, per le strade del mondo, a sentirci tutto il nuovo lavoro della cantante italiana che più ci rappresenta all'estero (del resto, se il politico che ci ha rappresentato negli ultimi vent'anni è Silvio Berlusconi, direi che vale tutto). Le altre canzoni sono lì, capaci di tirarvi fuori le stesse emozioni della pubblicità di un colluttorio per le gengive. Canzoni che non ascoltereste, se non per mestiere. Canzoni che un subconscio amorevole rimuoverà a breve, lo sapete. O quantomeno ci contate. Canzoni che vi evocano paragoni con Moccia, con i Cinepanettoni, con i programmi della De Filippi. Grandi successi annunciati che lasciano il vostro encefalogramma piatto. Però sono canzoni innocue, senza la firma di Ivano Fossati in calce. È vero, c'è quella di Nicolò Fabi, e anche quella di Nicolò Agliardi, ma la crisi è crisi anche per loro, evidentemente. Ivano Fossati ha detto che si ritira. Dice che vuole godersi il mondo, il mare. Sul momento l'avete presa male. Cambiare idea è sintomo di intelligenza, vi dite.

Scritto da Michele Monina


Tracklist:
* Benvenuto
* Non ho mai smesso
* Bastava
* Troppo tempo (con Ivano Fossati)
* Le cose che non mi aspetto
* Mi tengo
* Ognuno ha la sua matita
* Inedito (con Gianna Nannini)
* Come vivi senza me
* Nel primo sguardo
* Nessuno sa
* Celeste
* Tutto non fa te
* Ti dico ciao

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Commenti  

 
-1 #17 Lizzie 2011-12-01 02:59
Mi chiedo per quale motivo "colui che si crede Dio" non mi abbia risposto. Forse non sei Dio, al contrario di quello che credi.
Ciao ciao.
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+1 #16 fuoridime 2011-11-24 13:13
Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno!!! E basta co sta Pausini....... se piace tanto all'estero perché non se la tengono lì per una ventina d'anni? Anche 30 va.
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-1 #15 autore della rece 2011-11-22 15:07
Sapessi tutto non starei certo qui a scambiare opinioni con te. So il giusto per scrivere di musica, e per farlo di mestiere da una quindici d'anni. Così risulta dal mio Modello Unico.
Per la cronaca, se voglio insultare qualcuno non uso giri di parole, ma di solito evito di insultare chi commenta con così tanta competenza i miei scritti.
Spero, Lizzie, che le belle canzoni di Laura possano fare da balsamo al tuo cuoricino spezzato.
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+1 #14 Lizzie 2011-11-22 14:12
In fondo hai ragione: un paio di centesimi al giorno se accumulati fanno soldi. Di certo non sono io a darteli quei soldi, quindi non fare il signor so tutto io.
E scemo lo vai a dire con un giro di parole a qualcun altro, non di certo a me.
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-1 #13 autore della rece 2011-11-22 11:54
Io scrivo una recensione, Pinco Palla commenta la mia recensione. Io rispondo. Pinco Palla torna a controllare. Il banner che sta a fianco della recensione frutta soldi ogni volta che qualcuno passa di qui. Mai pensato che i lettori siano scemi. Almeno non tutti.
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+1 #12 Lizzie 2011-11-22 10:26
Io scrivo un libro. Pinco Palla compra il mio libro, Pinco Palla mi dà i suoi soldi. Tizio non compra il suo libro, Tizio non mi dà i suoi soldi.
Epic fail... evidentemente non siamo tutti scemi.
A parte uno che odia Laura Pausini, chi si troverebbe d'accordo con una recensione scritta da uno che non sa nemmeno i nomi dei cantanti?
Ora scusatemi, ma devo andare al funerale della mia amica sintassi. Addio
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-1 #11 autore della rece 2011-11-21 11:18
E' con la morte nel cuore e con la cenere in capo che vi comunico che un lavoro ce l'ho, e, spero siate seduti mentre leggete queste righe, siete proprio voi a pagarmi. Cari saluti, M
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+1 #10 iris 2011-11-19 12:06
Peccato che di soliti i critici musicali non abbiano combinato un emerito 0 e cosi' finiscono a fare tale mestiere permettendosi di seminare tempesta stroncare carriere sputare sentenze!per fortuna che c'e' tanta gente che ha le orecchie e il cuore quella canzone e' semplicemente bellissima e la voce di Laura lo e' ancora di piu' li per cortesia vada a lavorare un po' ci faccia questo favore !
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+4 #9 Lizzie 2011-11-18 18:32
Oscar F., sia tu sia lui critichereste Laura anche se si mettesse a fare rap.
Un critico musicale dovrebbe ascoltare un album prima di commentarlo, non mi sembra che lui l'abbia ascoltato, visto quello che ha detto sulle canzoni che ho citato.
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-3 #8 Oscar F. 2011-11-18 18:08
Lizzie, Michele Monina ascolta il disco di Laura Pausini e ne parla perché è un critico musicale. E la gente legge le recensioni perché vuol conoscere il parere dei critici, non per leggere ciò che vorrebbe. Che tu non sia d'accordo, credimi, è un particolare.
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