Riddim a Sud
Scritto da Nicola Cirillo
Domenica 06 Luglio 2008 02:00
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Teresa De Sio su Popon
Core srl

La vena creativa di Teresa De Sio è davvero inesauribile: in quattro anni ha prodotto due album convincenti (A sud a sud e Sacco e fuoco), ha scritto lo spettacolo “Craj” sulla musica popolare pugliese, ha scritto e interpretato il film tratto dalla stessa opera (da poco in DVD) e ha percorso in lungo e in largo l’Italia per esibirsi in piazze e teatri, sempre gremiti. Adesso si prende una specie di pausa e lascia che a suonare siano i suoi amici musicisti: Roy Paci, Après la classe, Mau mau, Ambrogio Sparagna, Raiz, Agricantus, Radicanto, Ginevra Di Marco e Peppe Voltarelli. Il pretesto è il “riddim” (traslazione slang della parola rhythm), il meccanismo base della musica reggae per cui sulla stessa base (il rhythm, appunto) vari artisti compongono brani del tutto nuovi. Teresa De Sio ha messo a disposizione le basi di cinque sue canzoni (Sacco e fuoco, Amèn, Ukellelle, A sud a sud e A figlia d’o Rre) e gli altri artisti hanno fatto il resto. Il risultato è Riddim a sud. L’esperimento, nel quale sono stati coinvolti anche quattro artisti esordienti (La Resistenza, Menekà, Nicodemo e Paolo Lizzardo), dà l’esatta idea di cosa voglia dire “contaminazione”: la canzone originariamente nata dall’ispirazione della cantautrice napoletana si dilegua a mano a mano che la nuova versione si sviluppa, fino ad acquistare nuovi suoni, nuove linee vocali, nuove lingue (dal calabrese di Voltarelli, all’americano di strada di Raiz, allo spagnolo misto all’inglese e al siciliano degli Agricantus), nuovi significati, nuovi sentimenti. Un filo comune unisce tutti brani e tutti gli artisti: lo sguardo attento al sud, inteso come luogo delle minoranze, dell’emigrazione, delle sconfitte, della solidarietà, della passione, della rivincita. Un lavoro efficace e per niente noioso (nonostante le tredici tracce derivino dai soliti cinque brani), e mette bene in risalto le qualità autoriali e interpretative di tutti i musicisti coinvolti, in particolare spiccano l’ironia degli Apres la classe, la predilezione drammaturgica di Voltarelli e le influenze mediterranee degli Agricantus. Musicisti tutti molto affini alla sensibilità e al genere di Teresa De Sio; anzi, sembra quasi che ciascuno sottolinei e approfondisca un singolo aspetto della complessa personalità artistica della folk singer italiana. Sarebbe stato interessante ascoltare i “riddim” affidati a musicisti del tutto diversi, sentire cosa poteva diventare Ukullelle affidata alle suggestioni dell’elettronica, A figlia d’o Rre a quelle del rock. Ma con molta probabilità i puristi del “riddim” non lo avrebbero accettato e il lavoro sarebbe risultato sicuramente meno corale.

Scritta da Nicola Cirillo


Tracklist:

* Santa Teresa De Zion (Roy Pacy)
* Musica (Après la classe)
* Lasciatemi In Pace (Mau Mau)
* Quel Che Ho Visto (Ambrogio Sparagna)
* My Life Is Going To Change (Raiz)
* Non scappare (Radicanto)
* Perditempo (Ginevra Di Marco)
* Bene Nun Ci'nne (Peppe Voltarelli)
* La storia del perdente (La resistenza)
* Succede a sud (Menekà)
* A sud non c’è elettricità (Nicodemo)
* Il complice dell’anima (Paolo Lizzardo)
* Para Volver (Agricantus)


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