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Raimoon
Con Santafé Gio’ Di Tonno vuole dimostrare di essere in grado di camminare con le proprie gambe, di non essere un comprimario rispetto all’apprezzata Lola Ponce con cui ha trionfato nell’ultima edizione del Festival di Sanremo, e di poter incantare l’ascoltatore con la sola forza delle sue canzoni e della sua potente voce. Questo è il primo sentore che abbiamo avuto ascoltando il disco del cantautore pescarese. E aggiungiamo che l’intento ci sembra chiaramente conseguito. Dopo il fragore mediatico sanremese, Di Tonno si è preso tutto il tempo di cui aveva bisogno, senza la fretta (e la strategia) di doversi immettere subito sul mercato discografico. E così con la dovuta cura ha confezionato un album di dodici tracce che rappresentano altrettante storie, dodici emozioni, dodici volontà di raccontare la propria vita e i propri sentimenti attraverso uno spudorato pop in ideale equilibrio con del rock leggero. Si parte con Ogni cosa, delicata ballata d’amore che disegna subito un’atmosfera morbida e sognante; si prosegue con La pecora nera, più movimentata nel ritmo, scelta come singolo di lancio del cd, in cui Gio’ rivendica il suo essere anti-conformista, fuori dal coro non per scelta ma per un’esigenza personale, all’insegna della coerenza e del rispetto verso se stessi. Non manca, ovviamente, Colpo di fulmine in duetto con Lola Ponce: bella melodia, perfetta armonizzazione delle voci dei due interpreti e testo poetico. Le prime chitarre rockeggianti fanno capolino in Come posso dire, L’angelo e Stanco, pezzi ancora una volta incentrati sul sentimento, sia esso verso la lei di turno o verso la vita stessa, con riflessioni di stampo esistenziale volte a cercare l’equilibrio interiore, in grado di farci stare bene. La vera gemma di Santafè, però, è Il tempo necessario, dove Di Tonno, con un timbro talvolta quasi sussurrato, si esibisce da solo al pianoforte, creando un mood di grande intensità. Speculare a questa traccia è Come stai?, altro duetto con Lola Ponce, che ripropone la coppia in maniera forzata e meno incisiva della prima prova: il risultato è una canzone priva di mordente. Mezzo secondo, che ha fatto parlare di sé anche per il suo originario titolo (Colpo di fulmine, proprio come il brano festivaliero), è un lento gradevole, che nell’inciso, quando Gio’ canta “Quest’uomo è già pazzo di lei”, richiama alla memoria un certo romanticismo alla Michele Zarrillo. Completano la tracklist la simpatica L’amore è un elefante, scelta come inno dell’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie) di Pescara, e Le cose che ho, impreziosita dalla presenza di Giancarlo Giannini, che recita una poesia con l’eleganza recitativa che lo contraddistingue. Scritta da Massimo Giuliano Tracklist: * Ogni cosa * La pecora nera * Come posso dire * Mezzo secondo * Colpo di fulmine * Poche parole d'amore * Il tempo necessario * Come stai? * L'amore è un elefante * Stanco * Le cose che ho Popon consiglia l'ascolto di Il tempo necessario! Vai alla pagina di Gio' Di Tonno Vai alle altre Recensioni |
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Scritto da Massimo Giuliano
Lunedì 04 Agosto 2008 08:00
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