Aida Banda Flores
Scritto da Paola De Simone
Lunedì 25 Agosto 2008 08:00
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Aida Satta Flores su Popon
Latlantide

Ci sono canzoni che sanno raccontare storie, che riescono a richiamare immagini e a condurci su palchi e strade. Poi ci sono artisti che sanno cosa fare di queste canzoni, che le sanno manovrare e dar loro la vita che si meritano. Tutto questo è il mondo di Aida Satta Flores, siciliana, genuina ed entusiasta cantautrice, comoda anche nei panni di interprete. Il segreto è la capacità di vivere ciò che canta, per questo un live ben le si addice, perché anche attraverso un disco non è difficile, nel suo caso, immaginare lo scricchiolìo di un palco e gli abiti di scena. Vi stiamo parlando di Aida Banda Flores, dove la parola banda racconta già il suono e gli arrangiamenti di questo lavoro, bandistico più che si è potuto, grazie anche all'apporto dei suoi musicisti e del Complesso Bandistico "Giuseppe Verdi" di Mezzojuso (PA), diretto dal Maestro Salvatore di Grigoli. Una scelta che dice molto, perché la banda richiama in fretta strade e tradizioni, perché la banda sa di Canzone semplice, esattamente come il brano che apre il disco e che Aida sceglie spesso come biglietto da visita di questo suo nuovo lavoro. Che poi così nuovo non è, perché già stampato nel 2006 seppur senza Dvd al seguito. Ma una seconda vita va concessa a un album così particolare e insolito, necessario a coprire una voragine che nella musica italiana risulta spesso incolmabile: quella della musica appassionata e folkloristica, nel senso stretto della definizione. Le undici tracce che compongono Aida Banda Flores hanno, infatti, un odore e un colore, che somiglia parecchio a quello della terra siciliana, vicina alle radici e alla polvere, mai lontana dal sole. Pochi oggi raccontano la propria terra senza citarla, ancora meno sono quelli che la conoscono tanto da poterla cantare. Aida lo sa fare e si pone per questo come perla rara, seppur non fuori dall'ordinario nella sua vocalità e nelle canzoni che portano la sua firma. E a proposito di brani, il disco contiene anche tre cover e un omaggio al compositore Nino Rota con un passaggio strumentale di Amarcord. Le cover appartengono a Fabrizio De André (Don Raffaé), a Francesco De Gregori (L'abbigliamento d'un fuochista) e a Lucio Dalla ed Edoardo De Angelis (Sulla rotta di Cristoforo Colombo), artisti molto vicini al mondo di Aida che non fatica a omaggiarli con rispetto e senza manie di stravolgimento. Tutte le altre canzoni che compongono la tracklist sono scritte interamente da lei, musica e testi, accomunate da storie, storie di personaggi e viaggi, ma anche di amori e di rabbia. Il disco si chiude con gli unici due brani registrati in studio: La canzone che non sai, dedicata al figlio, e Ninna nanna d'amore, ultima traccia musicalmente povera, a creare la giusta e lenta atmosfera del congedo. Il Dvd non ve lo raccontiamo, vi invitiamo solo a guardarlo dopo aver ascoltato il disco, per lasciare la vostra immaginazione viaggiare indisturbata al suono di un concerto tutto da sentire.

Scritta da Paola De Simone


Tracklist:

* Canzone semplice
* Don Raffaé
* Il ballo della vita
* Amarcod
* Goccia
* L'abbigliamento d'un fuochista
* Io scappo via
* Sesso in frac
* Sulla rotta di Cristoforo Colombo
* La canzone che non sai
* Ninna nanna d'amore


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